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Pirateria: richieste maggiori strategie di contrasto

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Roma ha ospitato un importante evento dedicato alla lotta contro la pirateria audiovisiva. Quest’ultimo è stato denominato “Stati Generali della Lotta alla Pirateria tra Legalità, Sicurezza e Intelligenza Artificiale”. Presso l’Aula Magna “Carlo Mosca“, personalità istituzionali, esperti del settore culturale e sportivo, forze dell’ordine e accademici hanno condiviso dati e strategie legate al contrasto di tale fenomeno. Il tutto in occasione della presentazione dell’ultima indagine FAPAV/Ipsos. Il fenomeno della pirateria, secondo quanto emerso, non solo danneggia il settore audiovisivo e sportivo in termini economici. Crea anche gravi conseguenze culturali e sociali. Eppure, segnali positivi cominciano ad emergere grazie ad una rinnovata sinergia tra legislazione, giurisprudenza e tecnologie.

Pirateria: i recenti dati emersi sul fenomeno

Massimiliano Capitanio, Commissario AGCOM, ha sottolineato i primi risultati incoraggianti dovuti all’applicazione delle sanzioni e all’adozione di nuove normative. Inoltre, il Presidente AGCOM, Giacomo Lasorella, ha messo in risalto l’evoluzione della normativa italiana. Ciò sottolineando come già nel 2017 l’ente avesse introdotto un regolamento innovativo. Ha evidenziato l’efficacia della legge 93 del 2023 che consente il blocco di trasmissioni illegali in tempi rapidissimi.

Ha però anche fatto presente le difficoltà di attuazione internazionale. Le quali sono aggravate da alcuni provider stranieri riluttanti a collaborare. Inoltre, ha richiamato l’attenzione sul ruolo dell’intelligenza artificiale, che, se non regolata, rischia di compromettere il diritto d’autore.

Tra i rappresentanti del mondo sportivo, Luigi De Siervo della Lega Serie A e Stefano Azzi di DAZN Italia hanno denunciato l’impatto devastante della pirateria sul calcio nazionale. I numeri parlano chiaro: tra 300 e 350 milioni di euro ogni anno vengono sottratti al sistema. Minando non solo la competitività dei club, ma anche la possibilità di crescita per i giovani. Entrambi hanno concordato sulla necessità di intervenire culturalmente, educando gli utenti a riconoscere la gravità del reato.

Andrea Duilio, CEO di Sky Italia, ha concluso evidenziando la necessità di continuare a lavorare per eliminare il senso di impunità. Solo così, ha affermato, si potrà davvero proteggere chi sceglie di seguire le regole e contribuire allo sviluppo di un’industria culturale sostenibile e legale.

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