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Physint, Sony dice no a Kojima: il gioco passa a Xbox

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Il divorzio tra Physint e PlayStation ha una spiegazione più prosaica di quanto molti si aspettassero, e ruota attorno a due parole che nel mondo dei videogiochi pesano come pietre: budget ed esclusività. Il progetto che avrebbe segnato il ritorno di Hideo Kojima allo stealth action, il genere che lo ha reso celebre con la serie Metal Gear, era stato annunciato nel 2024 e da quel momento era praticamente scomparso dai radar. Nessun trailer, nessun aggiornamento, silenzio quasi totale. Fino a questa settimana, quando la notizia è arrivata con un doppio scossone: Sony si è tirata indietro e Kojima Productions ha stretto un accordo con Xbox.

Dietro la decisione ci sarebbero valutazioni molto concrete sui numeri. Il primo elemento riguarda le performance commerciali dei due giochi precedenti dello studio, Death Stranding e il suo sequel, che non hanno raggiunto le aspettative di ricavo di PlayStation. Il secondo è ancora più diretto: Physint avrebbe già mancato alcune scadenze interne e viaggiava verso uno sforamento importante del budget, pur essendo ancora lontanissimo dall’uscita. Anni di distanza dalla pubblicazione, e i conti già non tornavano.

Physint, Sony: il nodo dell’esclusività a tempo

Chi segue Kojima da tempo non cadrà dalla sedia leggendo queste cifre fuori controllo, visto che proprio la tendenza a superare i preventivi fu una delle ragioni della rottura con Konami. Ma nel caso di Physint c’è un secondo fattore che ha finito per chiudere la partita, e riguarda il tipo di accordo sul tavolo. Sony si è mostrata riluttante all’idea di investire centinaia di milioni di dollari in un titolo che non sarebbe rimasto esclusivo in modo permanente sul proprio hardware. Entrambi i capitoli di Death Stranding erano esclusive a tempo, poi approdate su altre piattaforme, con Kojima Productions che ha mantenuto la proprietà dei marchi. Uno studio indipendente, insomma, che tiene stretti i suoi franchise.

C’è poi il capitolo PC, decisivo. I due Death Stranding hanno generato ricavi significativi su quella piattaforma, dalla quale però Sony non avrebbe tratto alcun beneficio nel momento in cui Kojima Productions avesse pubblicato la versione PC di Physint in autonomia o con un altro editore, esattamente come accaduto con il primo Death Stranding. Uno scenario che, unito alla scelta di PlayStation di ridurre il proprio impegno su PC per i giochi single player, rendeva l’investimento poco appetibile.

Perché Xbox ha detto sì

Sul fronte opposto, Xbox ha visto nell’operazione un’occasione da cogliere, nonostante la riorganizzazione profonda che ha attraversato l’azienda e la pesante ondata di licenziamenti. La logica è semplice: Xbox pubblica tutti i suoi giochi anche su PC, e intende portare Physint sia su PC sia su Xbox. Quello che per Sony rappresentava una perdita, per Microsoft diventa parte naturale della strategia.

L’accordo, inoltre, va oltre il videogioco in senso stretto. Comprende anche i diritti cinematografici e televisivi sia di Physint sia di OD, l’altro progetto dello studio giapponese, aprendo a Xbox possibilità di espansione fuori dal perimetro del gaming. Un pacchetto, più che una singola commessa.

Per quanto motivata dai numeri, la scelta di PlayStation di mollare il progetto si inserisce in una serie di mosse che negli ultimi tempi hanno incrinato la percezione pubblica del marchio. Gli aumenti dei prezzi dell’hardware, la corsa ai live service che non ha portato i risultati sperati, la chiusura di studi molto amati come Bluepoint Games e lo stop annunciato alla produzione dei dischi entro il 2028 hanno costruito un quadro poco rassicurante per il pubblico, proprio nella fase che precede il lancio di PlayStation 6.

Resta il fatto che il ritorno di Kojima allo stealth action, il progetto che lui stesso ha descritto come l’eredità diretta del lavoro che lo ha reso famoso, cambierà casa editrice prima ancora di mostrarsi davvero al pubblico.

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