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Perseverance fotografa Phobos che nasconde la Terra da Marte

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Una fotografia scattata dal suolo marziano ha appena aggiunto una prima volta al catalogo delle cose viste dall’uomo lontano da casa: il rover Perseverance della NASA ha ripreso Phobos, la maggiore delle due lune di Marte, mentre passava davanti alla Terra e la nascondeva alla vista. Un’occultazione, per usare il termine tecnico, mai documentata prima da un altro pianeta. E il nostro mondo, in quello scatto, non è altro che un puntino luminoso che scompare dietro un sasso irregolare in orbita.

Vale la pena fermarsi un attimo su quanto sia strana questa scena. Dalla Terra guardiamo la Luna passare davanti alle stelle praticamente ogni notte, e nessuno ci fa più caso. Succede spesso, è prevedibile, rientra nella routine del cielo. Un’occultazione vista da Marte, invece, è tutta un’altra faccenda, perché richiede che tre corpi celesti in movimento su orbite diverse si allineino nel momento esatto in cui qualcuno, laggiù, sta puntando una fotocamera nella direzione giusta.

Perché Phobos rende tutto più complicato

Perseverance fotografa Phobos che nasconde la Terra da Marte

Phobos non è una luna come la nostra. È piccola, deforme, più simile a un asteroide catturato che a un satellite vero e proprio, e sfreccia intorno a Marte a una velocità che rende ogni transito rapidissimo. Nel giro di pochissimo attraversa la porzione di cielo interessata e l’allineamento svanisce. Chi lavora a queste riprese deve quindi calcolare tutto in anticipo, sapere dove sarà la luna, dove sarà la Terra vista dalla superficie marziana e in quale finestra temporale i due oggetti si sovrapporranno dal punto di vista del rover.

Perseverance fotografa Phobos che nasconde la Terra da Marte

Aggiungiamoci il fatto che la Terra, osservata da Marte, non è affatto un bersaglio comodo. Appare come un punto di luce, brillante ma minuscolo, quindi serve una ripresa capace di catturare quel bagliore senza perderlo nel rumore di fondo del cielo marziano. Perseverance ci è riuscito, e il risultato è una sequenza che documenta l’istante in cui il nostro pianeta sparisce dietro il profilo irregolare del satellite.

Un rover che continua a fare da osservatorio

Il compito principale del rover resta quello di analizzare rocce e cercare tracce di antica vita nel cratere in cui si muove, ma le sue fotocamere hanno ormai costruito un piccolo archivio di fenomeni celesti visti dalla superficie di un altro pianeta. Eclissi solari con Phobos che passa davanti al Sole, tramonti dai colori che non assomigliano ai nostri, e adesso anche questa occultazione della Terra. Immagini che hanno un valore scientifico, perché aiutano a raffinare i modelli sull’orbita del satellite, ma che parlano soprattutto alla pancia di chi le guarda.

C’è qualcosa di vertiginoso nel vedere il pianeta su cui viviamo ridotto a una scintilla che si spegne dietro un corpo largo pochi chilometri. Tutta la nostra storia sta lì dentro, in quel punto, ripreso da una macchina che abbiamo costruito e spedito a centinaia di milioni di chilometri di distanza. La stessa sensazione che decenni fa suscitarono le immagini della Terra vista da lontano, riproposta però da una prospettiva del tutto nuova, quella di una missione che lavora sul terreno di un altro mondo.

Le immagini diffuse dalla NASA mostrano proprio quel momento di sovrapposizione, con Phobos che scivola sul punto luminoso fino a coprirlo del tutto. Un evento astronomico che nessuno aveva mai registrato prima da un altro pianeta.

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