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Con una cerniera da falegname, quattro viti e una manciata di trucioli di legno, Parkside ha messo insieme la parodia più riuscita del lancio di iPhone Duo, e i social se ne sono accorti in fretta. Il marchio di elettroutensili non ha atteso comunicati o campagne studiate a tavolino, ha semplicemente pubblicato sui propri canali ufficiali un’immagine che vale più di qualsiasi presentazione: due smartphone uniti da una vistosa cerniera metallica, avvitata a mano, con il classico trapano avvitatore a batteria appoggiato lì accanto. Sotto, lo slogan che accompagna il brand da sempre, quel “Do it yourself” che qui assume un significato piuttosto esilarante.
Il tempismo è la parte migliore della faccenda. Mentre buona parte del pubblico stava ancora discutendo delle reali novità del pieghevole firmato Apple e soprattutto del suo prezzo tutt’altro che leggero, Parkside si è infilata nella conversazione con un contenuto costato probabilmente pochissimo e capace di generare un ritorno enorme in termini di visibilità. Nessuna pretesa tecnica, nessun confronto serio, solo l’idea che se serve un telefono che si piega in due, basta procurarsi gli attrezzi giusti.
Il fai-da-te contro l’ingegneria da migliaia di euro
L’immagine funziona proprio perché mette a confronto due mondi che di solito non si parlano. Da una parte la sofisticazione del settore mobile, i materiali studiati al millimetro, le cerniere progettate per resistere a centinaia di migliaia di aperture. Dall’altra il banco da lavoro, i trucioli sparsi, la vite passante che tiene insieme due dispositivi come se fossero tavole di compensato. Il marketing in tempo reale vive esattamente di questo genere di cortocircuiti, e qui il meccanismo ha funzionato alla perfezione.
C’è anche una lettura più sottile che riguarda il concetto di modularità. L’idea di costruirsi da soli un dispositivo d’alta tecnologia è evidentemente assurda, ed è proprio su quell’assurdità che poggia tutta la battuta. Parkside non sta prendendo in giro il prodotto Apple in sé, sta giocando con l’immaginario di chi guarda un oggetto complicato e pensa, magari per un attimo soltanto, che in fondo potrebbe farlo anche in garage. La viralità nasce da lì, da quel riconoscimento immediato che non ha bisogno di spiegazioni.
Quando i meme diventano strategia aziendale
Quello che colpisce, guardando la reazione del pubblico, è come la cultura dei meme sia ormai diventata uno strumento centrale nella comunicazione d’impresa. Non è più una questione di brand giovani o nativi digitali, anzi. Funziona particolarmente bene proprio per le aziende che operano in settori tradizionalmente lontani dall’elettronica di consumo, perché il contrasto amplifica l’effetto comico e allarga il bacino di chi condivide. Un produttore di trapani che commenta il lancio di uno smartphone pieghevole è già di per sé una notizia curiosa, se poi lo fa con quella faccia tosta il risultato è garantito.
La strategia dietro operazioni del genere è meno improvvisata di quanto sembri. Serve prontezza, serve conoscere il linguaggio della rete e serve soprattutto la capacità di decidere in fretta, perché un contenuto del genere pubblicato tre giorni dopo avrebbe avuto una frazione dell’impatto. Il brand ha intercettato l’onda mediatica generata da Apple nel momento esatto in cui era più alta, cavalcandola senza spendere in pubblicità tradizionale.
Il risultato è che il post ha superato ampiamente il pubblico abituale del marchio, arrivando a persone che con gli elettroutensili hanno poco o nulla a che fare. Un’immagine sola, nessun testo lungo, nessuna spiegazione. La cerniera, le viti, i trucioli e il trapano hanno raccontato tutto quello che c’era da raccontare, trasformando un’innovazione ingegneristica in un progetto da banco da lavoro e piazzando Parkside tra i contenuti più discussi della settimana sul web.
Fonte: TecnoAndroid








