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Nei Paesi Bassi le vecchie turbine eoliche stanno diventando case, panchine e perfino giochi per bambini, invece di finire in un capannone in attesa di un destino incerto. È una soluzione pratica a un problema che il settore si porta dietro da anni, cioè cosa fare delle pale una volta che hanno smesso di girare. Perché quelle stesse caratteristiche che le rendono affidabili sotto vento, pioggia, umidità e fulmini per lunghissimo tempo sono anche quelle che ne complicano parecchio il riciclo.
L’idea porta la firma di Blade-Made, azienda olandese che ha presentato la Nacelle Micro Home, una piccola abitazione costruita riutilizzando componenti provenienti proprio dalle turbine. Una tiny house, insomma, ricavata da pezzi che nessuno avrebbe pensato di trasformare in uno spazio abitabile. Il progetto è nato con il supporto della Dutch Design Foundation, partendo da un concept firmato Superuse, mentre degli interni si è occupata Reliving.nl.
Dalla pala eolica alla panchina, passando per l’area giochi
Per il momento si tratta soprattutto di un esperimento, va detto. Ma non è il primo tentativo del genere, anzi. L’azienda ha già messo mano a vecchie pale eoliche in contesti molto diversi tra loro, e i risultati raccontano bene quanto sia versatile un materiale del genere quando si smette di considerarlo un rifiuto. Da una parte una barriera acustica, dall’altra una panchina realizzata con tre pale intere, oggi installata in un centro commerciale di Shenzhen. E poi un’area giochi a Rotterdam, dove le forme curve delle pale si prestano naturalmente a diventare scivoli e strutture per bambini.
Il ragionamento dietro il riutilizzo è piuttosto semplice, in fondo. Invece di smontare e ridurre in pezzi qualcosa che è stato progettato per non rompersi mai, tanto vale sfruttarne la forma e la resistenza così com’è. Una pala eolica è già di per sé una struttura enorme, curva, cava e incredibilmente solida. Con qualche taglio mirato e un po’ di ingegno diventa un elemento architettonico bello e pronto.
Perché smaltire una pala eolica è così complicato
Qui entra in gioco la parte tecnica, che spiega tutto il resto. Una turbina eolica ha una vita operativa di circa 30 anni, ma componenti come pale e generatori vengono di norma sostituiti prima. Le pale moderne sono costruite soprattutto con materiali compositi, in genere plastiche rinforzate con fibra di vetro e resine epossidiche. Una scelta obbligata, visto che devono essere allo stesso tempo resistentissime e relativamente leggere, altrimenti non reggerebbero le sollecitazioni a cui sono sottoposte ogni giorno.
Il problema arriva dopo. Quelle stesse qualità diventano un ostacolo nel momento in cui la pala va smaltita, perché separare di nuovo la fibra dalla resina è un’operazione complessa e costosa. La strada alternativa, cioè la semplice triturazione, funziona ma abbassa parecchio il valore del materiale che si ottiene alla fine del processo. Di fatto si spende energia per ricavare qualcosa che vale poco.
Da qui l’interesse crescente per il riutilizzo diretto, che permette almeno in parte di aggirare l’ostacolo. Non si scompone nulla, si prende la struttura e le si assegna un nuovo compito. Un approccio che evita di dover smontare a forza oggetti progettati con l’obiettivo esattamente opposto, cioè restare integri il più a lungo possibile.
La Nacelle Micro Home resta per ora un prototipo, un modo per mostrare cosa si può fare con quello che il settore eolico si lascia alle spalle. Ma il fatto che una panchina ricavata da tre pale sia finita dentro un centro commerciale a Shenzhen dice già qualcosa su quanto lontano possa arrivare questa idea.










