Comprare Ozempic e altri farmaci per dimagrire da una clinica virtuale ormai è quasi banale, e il problema è proprio questo. A maggio la società di consulenza digitale JustAnswer ha fatto una mossa inaspettata: ha iniziato a vendere medicinali dimagranti. Aprire una farmacia online per commercializzare i cosiddetti GLP-1 non era il passo più ovvio per un’azienda che offre pareri a pagamento di esperti, eppure il CEO Andy Kurtzig racconta che la decisione è arrivata in parte dai consigli di ChatGPT e in parte dall’enorme interesse dei clienti. Le richieste legate a questi farmaci sono più che raddoppiate tra il 2024 e il 2025.
Trovare aiuto è stato facile. Una società chiamata WhiteLabelMD si occupa dell’assistenza clienti, fornisce il software e mette in contatto i pazienti con medici che prescrivono principi attivi come semaglutide e tirzepatide. “Non ci saremmo mai buttati in questa cosa se avessimo dovuto costruire tutto da zero”, ammette Kurtzig. E qui sta il punto: JustAnswer fa parte di un movimento in crescita di proprietari alle prime armi che aprono cliniche virtuali appoggiandosi a servizi di telemedicina chiavi in mano.
Questi intermediari fanno il lavoro pesante. Trovano gli elenchi di medici e infermieri, garantiscono il rispetto delle normative, offrono software e infrastruttura già pronti. Invece di mettere in piedi un’attività sanitaria complessa, chi vuole entrare compra tutto preconfezionato e parte in fretta. Fuse Health, una startup specializzata in peptidi, si vanta di riuscire a lanciare un marchio in tre ore. “Sì, abbiamo cronometrato”, si legge sul loro sito.
Ozempic online: dal parrucchiere all’influencer, tutti vendono farmaci
Il fenomeno si allarga a macchia d’olio. L’app di incontri Grindr ha lanciato nel 2025 la sua divisione di telemedicina, Woodwork, che usa OpenLoop per fornire farmaci per la disfunzione erettile, il peptide Sermorelin e i GLP-1. Ma il boom di queste soluzioni integrali significa anche che chiunque abbia un sito web e un po’ di capitale può entrare nel mercato. “Ora tutti possono accedere alla telemedicina grazie ad aziende di infrastruttura come la nostra”, dice Jiten Chhabra, direttore medico di CareValidate, che parla di un’era di “telemedicina per tutto”.
CareValidate ha creato guide dedicate per chi vuole lanciarsi nei settori più gettonati, come i GLP-1, i peptidi, la skincare su prescrizione e la terapia ormonale sostitutiva. Chhabra spiega che lavorano spesso con palestre e centri fitness, ma anche con clienti curiosi: un marchio di cosmetici, una società che affitta poltrone ai parrucchieri, perfino un esperto di marketing digitale che ha deciso di aprire una clinica virtuale per l’onicomicosi, cioè i funghi alle unghie dei piedi. “Non hanno esperienza clinica, ma sanno che online c’è domanda”, racconta. Il ritmo dei lanci, secondo lui, è impressionante: “Almeno uno al giorno”.
Alcuni creatori di contenuti si sono già uniti. Savannah Chrisley, star della tv e conduttrice di un podcast, ha fondato nel 2025 Good Girl RX, focalizzata sui GLP-1, appoggiandosi a Beluga Health. Non ha esperienza nel settore sanitario e ha già ricevuto una lettera di ammonimento dalla FDA per presunte affermazioni “false o ingannevoli” sui suoi prodotti.
E se qualcosa va storto, chi ne risponde?
Capire quante società di questo tipo esistano è difficile: la FDA non richiede registrazione e la crescita è troppo veloce. Sabina Hemmi, cofondatrice di GLP Winner, dice di aver smesso di tenere il conto perché “ce ne sono davvero troppe”. Parla di siti dall’estetica artificiale, di “esperti di marketing” che vedono l’occasione di guadagnare senza alcun interesse per la medicina o per il paziente. La chiama “l’esperienza Temu della telemedicina”.
La qualità varia moltissimo. Due cliniche possono offrire entrambe “supporto nutrizionale”, ma una garantisce chiamate illimitate con dietisti abilitati, l’altra spedisce un PDF generato dall’intelligenza artificiale con qualche indicazione base e chiude lì. “Per me sono due standard di cura completamente diversi”, spiega Hemmi.
Il vero nodo è la responsabilità. Le cliniche che usano soluzioni chiavi in mano non impiegano direttamente i medici prescrittori, quindi potrebbero non offrire risposte se qualcosa va male. Di solito si fa causa al medico, non alla clinica, spiega Ateev Mehrotra, docente della Brown University. “La responsabilità ricade sul medico, ma non mi sorprenderebbe che nei prossimi anni le cause si dirigano contro le aziende”.
Non tutti i servizi integrali sono sinonimo di scarsa qualità. Scott Roth, CEO di LegitScript, ricorda che molte piattaforme affidabili li usano e che forniscono un quadro di regole per fare le cose “nel modo giusto”. Intanto la clinica Medvi, specializzata in GLP-1, ha superato i 400 milioni di dollari, circa 370 milioni di euro, di vendite nel 2025 senza aver assunto nessun professionista sanitario. Il fondatore veniva dall’e-commerce di orologi da polso. L’azienda ha ricevuto a febbraio una lettera di ammonimento dalla FDA e ad aprile è finita in una class action.
JustAnswer, che affronta pure una causa della FTC per le sue pratiche di abbonamento, punta ad allargare ancora il business farmaceutico. Kurtzig non ha voluto fornire cifre di vendita. Questo mese OpenLoop ha lanciato Launchpad, un servizio pensato per aziende e creatori senza esperienza, e sostiene di aver ricevuto richieste da quasi 50 potenziali clienti nel giro di pochi giorni dal debutto.