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OpenAI sospende gli abbonamenti Pro: colpa del modello Astra

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Chi sperava di abbonarsi al piano Pro di OpenAI in questi giorni si trova davanti a una porta chiusa, perché la domanda per Astra, il modello più potente mai rilasciato dal laboratorio americano, ha messo sotto pressione l’infrastruttura al punto da costringere l’azienda a sospendere temporaneamente le nuove sottoscrizioni da circa 180 euro al mese. Una mossa insolita, che racconta più di mille comunicati quanto sia stato violento l’impatto del nuovo modello sui server.

L’annuncio è arrivato su X da Thibault Sottiaux, responsabile prodotto di OpenAI, l’uomo che guida progetti centrali come Codex e ChatGPT. Il ragionamento è piuttosto lineare: il piano Pro è quello che consuma più risorse di calcolo, quindi bloccare le nuove iscrizioni a quel livello permette di tenere in piedi tutto il resto. “Volevamo fare il passo più piccolo possibile che ci consentisse di continuare a garantire l’accesso più ampio possibile”, ha scritto Sottiaux. Tradotto, meglio chiudere il rubinetto più esigente che rallentare tutti gli altri.

Gli altri piani restano aperti, il Pro no

Chi già paga il Pro non perde nulla, e le altre opzioni continuano a funzionare normalmente. Restano disponibili le API, insieme ai piani più economici Go e Plus, che assorbono un carico decisamente inferiore. La priorità dichiarata è mantenere un servizio impeccabile per gli utenti esistenti, principio che Sottiaux aveva già messo per iscritto mercoledì, quando aveva avvisato che una decisione del genere era sul tavolo.

Le sue parole di allora erano abbastanza esplicite: la domanda per Astra era senza precedenti, l’azienda stava tirando tutte le leve possibili per sostenerla, ma nulla di simile era mai stato visto prima, nonostante fasi di crescita già molto ripide alle spalle. E infatti il “potremmo dover sospendere per un po’ le nuove sottoscrizioni Pro” si è tradotto in realtà nel giro di pochissimo.

Quello che manca, almeno per ora, è qualsiasi dato concreto. OpenAI non ha detto quanto durerà la sospensione, né quante persone si stiano iscrivendo ogni giorno, cifra che avrebbe dato un’idea reale della scala del fenomeno. Un elemento però aiuta a inquadrare i tempi: solo il mese scorso i limiti di utilizzo per gli utenti Codex erano stati alzati, segno che la congestione è un problema recentissimo e non un nodo che si trascina da mesi.

Cosa promette Astra e perché tutti lo vogliono provare

Lanciato il 3 settembre, Astra è stato distribuito progressivamente su tutti i piani di OpenAI, dal Pro al Plus, passando per gli account Enterprise e Business. Sulla carta il modello promette un salto notevole in tre ambiti che oggi sono terreno di scontro feroce tra i laboratori di intelligenza artificiale: il ragionamento, la scrittura di codice e l’uso autonomo del computer. Tre voci che, messe insieme, spiegano perché sviluppatori e aziende si siano fiondati sul piano più costoso.

C’è poi il fattore comunicazione, che ha fatto la sua parte. OpenAI ha presentato Astra come l’inizio dell’era AGI, un cambio di generazione vero e proprio, non un aggiornamento incrementale. Definizioni pesanti, che hanno alimentato ulteriormente la curiosità e, di conseguenza, il traffico. Difficile immaginare un messaggio più efficace per spingere gli utenti verso l’abbonamento premium, e difficile immaginare un boomerang più prevedibile sul piano delle capacità di calcolo. Il risultato è una situazione che in pochi anni di storia dell’intelligenza artificiale commerciale si era vista raramente: un’azienda che smette volontariamente di vendere il suo prodotto più redditizio perché non riesce a servirlo. La sospensione riguarda esclusivamente le nuove iscrizioni al livello Pro, mentre tutto il resto dell’offerta continua a essere accessibile senza limitazioni aggiuntive.

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