Il progetto di Atlas, il browser con cui OpenAI voleva mettersi in concorrenza diretta con Google Chrome e Mozilla Firefox, è arrivato al capolinea. L’azienda ha deciso di chiudere il prodotto lanciato lo scorso autunno e di far confluire la sua tecnologia dentro una serie di strumenti integrati nell’app desktop. Insomma, quella che sembrava una scommessa ambiziosa per portare la navigazione web sotto il segno dell’intelligenza artificiale si trasforma in qualcosa di diverso, più concentrato e meno dispersivo. Tutto verrà dismesso ad agosto.
All’inizio di quest’anno OpenAI aveva già fatto capire di stare lavorando a una sorta di “superapp” pensata per Mac e Windows. All’epoca però non era stato detto chiaramente che Atlas sarebbe finito dentro quel contenitore. Il quadro adesso è più nitido. Le funzioni che rendevano interessante il browser non spariscono del tutto, ma cambiano casa e vengono ridistribuite in altri prodotti dell’azienda.
Quando era uscito, Atlas sembrava la naturale prosecuzione dell’espansione di OpenAI un po’ ovunque. L’idea era portare ChatGPT, il chatbot che ha reso famosa l’azienda, direttamente dentro il browser, trasformando le ricerche sul web in qualcosa di più simile a una conversazione. Sulla carta funzionava. Nella pratica, però, la concorrenza si è rivelata parecchio agguerrita. Sul mercato dei browser potenziati dall’intelligenza artificiale c’erano già Comet di Perplexity, Edge di Microsoft con Copilot integrato e anche Brave, tanto per citarne alcuni.
La data della chiusura e la nuova strategia
Nella corsa a tenere il passo con la sua principale rivale, cioè Anthropic, OpenAI sembra voler restringere il campo. La scelta è quella di puntare tutto sul cuore della propria tecnologia invece di inseguire quelle che internamente vengono definite “missioni secondarie”. Non a caso l’azienda ha da poco rilasciato la sua versione più recente di ChatGPT, la 5.6. Il messaggio è abbastanza esplicito. Meglio rafforzare il prodotto centrale che disperdersi in troppe direzioni.
La data del pensionamento è già fissata. In un post pubblicato su X, lo sviluppatore di OpenAI James Sun ha spiegato che Atlas smetterà di esistere come prodotto autonomo il 9 agosto. Le sue capacità, ha aggiunto, diventeranno parte delle nuove funzioni dell’app desktop e di altri strumenti.
“Tutte queste funzionalità sono state costruite su ciò che abbiamo imparato dagli utenti di Atlas, che hanno fatto un salto nel buio con un browser nuovo”, ha scritto Sun. Il punto, secondo lui, è proprio questo. Chi ha usato il browser ha insegnato all’azienda come gli agenti intelligenti possano rendere migliore la navigazione e il lavoro sul web aperto. E quelle lezioni, ora, finiscono dentro i nuovi prodotti.