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Nuove opzioni per i tessuti grazie all’olio di semi di cotone
In tale scenario si inserisce il lavoro di un gruppo di ricerca della North Carolina State University, coordinato dal professor Richard Venditti. Gli studiosi hanno rivolto l’attenzione ad una sostanza naturale e già disponibile lungo la filiera del cotone. Si tratta dell’olio di semi di cotone. Attraverso un processo di epossidazione, tale olio viene trasformato in ECSO. Un composto in grado di reagire con la cellulosa delle fibre e formare una struttura polimerica che conferisce al tessuto caratteristiche sorprendenti. I campioni trattati, infatti, hanno mostrato una notevole capacità di respingere l’acqua. Ed anche una maggiore resistenza alla formazione di pieghe. Risultati ottenuti senza il ricorso a sostanze tossiche.
L’aspetto interessante di tale innovazione risiede non solo nella sua efficacia, ma anche nella sua logica di economia circolare. L’ECSO è, infatti, un sottoprodotto, e quindi un materiale che non necessita di coltivazioni dedicate né di complessi processi di trasformazione. Risultando perciò economico e facilmente accessibile. Inoltre, la modalità di applicazione sui tessuti non richiede procedure complicate. Rendendo tale soluzione compatibile con le necessità produttive di scala industriale. I primi risultati sperimentali hanno suscitato grande interesse, alimentando la prospettiva di un cambio di paradigma nell’industria tessile. Naturalmente, il percorso non è concluso. Prima che l’ECSO possa sostituire del tutto i trattamenti tradizionali, occorrerà valutarne la tenuta meccanica, la resistenza agli strappi e la durata complessiva nel tempo.










