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Occhiali smart, addio smartphone? La verità sul futuro

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Gli occhiali smart non sono più una promessa da tenere nel cassetto. Se ne parla ormai come del prossimo grande salto tecnologico, con qualcuno che si spinge fino a dire che manderanno in pensione lo smartphone come lo conosciamo oggi. Detto così suona persino eccessivo, eppure il tema merita di essere affrontato senza pregiudizi. Perché tra i vari dispositivi indossabili che hanno provato a imporsi negli ultimi anni, gli smart glasses sono forse quelli che più di tutti stanno trovando una loro strada concreta nella quotidianità delle persone.

Perché se ne parla così tanto

Il punto è semplice. Uno smartphone lo devi tirare fuori dalla tasca, sbloccare, cercare l’app giusta. Con un paio di occhiali smart al viso, invece, l’informazione arriva direttamente davanti agli occhi, senza gesti intermedi. È questa immediatezza che affascina, ed è anche il motivo per cui diverse aziende ci stanno puntando parecchio. L’idea di avere notifiche, indicazioni stradali, traduzioni al volo o una piccola assistente vocale sempre a portata di sguardo cambia parecchio il modo di rapportarsi alla tecnologia.

C’è però un rovescio della medaglia che spesso viene messo un po’ in secondo piano. Indossare qualcosa sul viso tutto il giorno non è la stessa cosa che tenere un telefono in tasca. Entrano in gioco questioni di comfort, di privacy, di accettazione sociale. Non tutti si sentono a proprio agio all’idea di trovarsi davanti una persona con una fotocamera potenzialmente sempre attiva a pochi centimetri dagli occhi. E questo, piaccia o no, è un ostacolo mica da poco.

Sostituiranno davvero lo smartphone?

Qui la faccenda si fa interessante. Chi sostiene che gli smart glasses rimpiazzeranno lo smartphone forse corre un po’ troppo. Più realistico immaginare una convivenza, almeno per un bel pezzo di strada. Gli occhiali diventerebbero un’estensione del telefono, non un sostituto secco. Del resto anche gli smartwatch, quando uscirono, vennero presentati come i futuri assassini dello smartphone, e ancora oggi il telefono se lo tengono tutti ben stretto in tasca.

La vera differenza la farà l’intelligenza artificiale. È lei l’ingrediente che può trasformare un accessorio simpatico in uno strumento davvero utile. Un paio di occhiali capaci di riconoscere quello che hai davanti, suggerirti cosa fare, rispondere alle domande in tempo reale, ecco, quello sì che sposterebbe l’asticella. Senza quel livello di intelligenza, il rischio è che restino un gadget di nicchia, bello da mostrare agli amici ma poco più.

Il futuro di questi dispositivi dipenderà quindi da un intreccio di fattori. La qualità delle lenti e dei display, la durata della batteria, il peso, il prezzo, e naturalmente quanto sapranno rendersi indispensabili nella vita di ogni giorno. Le premesse ci sono tutte, la tecnologia sta maturando in fretta e il mercato si sta scaldando. Quello che ancora manca è la prova sul campo, quella vera, fatta di milioni di persone che decidono di adottarli non per curiosità ma per necessità quotidiana.

Per adesso gli occhiali smart restano un territorio in piena esplorazione, con tanto entusiasmo attorno e qualche punto interrogativo ancora sospeso. Se davvero diventeranno il centro della nostra vita digitale oppure resteranno un compagno di viaggio dello smartphone, lo diranno i prossimi anni e soprattutto le scelte di chi questi dispositivi li dovrà usare tutti i giorni.

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