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Nuova norma in arrivo per il pagamento dell’IVA
Il fulcro della riforma riguarda la responsabilità delle piattaforme digitali di raccogliere e versare l’IVA. Ciò nei casi in cui i singoli operatori non lo facciano in automatico. Tale cambiamento entrerà in vigore nel 2030. Si applicherà a settori come gli alloggi a breve termine e il trasporto passeggeri. Settori dove la mancanza di un regime uniforme ha finora creato vantaggi fiscali. Con le nuove regole, le piattaforme non saranno più semplici intermediari, ma diventeranno parte attiva nel sistema fiscale.
L’obiettivo della norma è duplice. Da un lato, garantire che i servizi digitali siano soggetti allo stesso trattamento fiscale dei servizi tradizionali. Dall’altro, recuperare risorse preziose per gli Stati membri. Secondo le stime, la riforma permetterà di recuperare fino a 11 miliardi di euro all’anno in IVA non riscossa. Una cifra che potrà essere reinvestita in diversi settori. Come servizi pubblici, infrastrutture e altri progetti. Inoltre, con procedimenti più semplici le aziende potranno risparmiare ogni anno. Si parla di cifre pari ad oltre 4miliardi di euro.
Un’altra novità riguarda l’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria . Tale obbligo riguarderà le transazioni transfrontaliere tra imprese. Tale sistema, basato su una piattaforma comune per tutti gli Stati membri, renderà più semplice il monitoraggio delle operazioni. Inoltre, faciliterà la lotta alle frodi fiscali. Le autorità avranno accesso in tempo reale ai dati. Aumentando così la trasparenza e migliorando il coordinamento a livello europeo. La nuova riforma non è solo un passo avanti per l’equità. Rappresenta anche una strategia chiave per adattare il sistema fiscale all’era digitale.










