Le voci su un presunto ritiro di Nothing da una lunga lista di mercati sono state respinte senza mezzi termini dal cofondatore dell’azienda, che ha parlato apertamente di notizie false. Il tema era finito sotto i riflettori dopo un report che sosteneva un piano ben preciso, ovvero l’uscita del produttore londinese da ben 12 mercati. Una prospettiva che avrebbe fatto pensare a una fase di ripiegamento, ma che secondo chi conosce la situazione dall’interno non corrisponde affatto alla realtà.
A dare la sveglia era stata una mossa concreta di un altro marchio del settore. OnePlus ha infatti confermato di recente l’intenzione di lasciare Nord America ed Europa, un passo tutt’altro che banale per un brand che in quelle aree aveva costruito una parte importante della propria immagine. Da lì è partita l’idea che OnePlus non sarebbe stata l’unica a stringere la cinghia geografica nel corso dell’anno. Il report tirava dentro proprio Nothing, ipotizzando una riduzione drastica della sua presenza internazionale.
Ecco perché è arrivata la reazione diretta di chi guida l’azienda.
Nothing: la replica del cofondatore e i numeri del Phone 4b
A rispondere è stato Akis Evangelidis, cofondatore di Nothing, che ha usato X, la piattaforma un tempo conosciuta come Twitter, per liquidare la questione in modo netto. Ha definito il report senza giri di parole, parlando di notizie completamente false e chiarendo che non c’è alcuna chiusura in programma in nessun mercato. Il messaggio, insomma, è arrivato forte e chiaro e non lascia molto spazio a interpretazioni ambigue.
Secondo la sua ricostruzione, quello che sta accadendo davvero è ben diverso da un passo indietro. L’azienda starebbe attraversando una fase di riorganizzazione, con l’obiettivo di lavorare in modo più efficiente. Evangelidis ha spiegato che i team vengono ristrutturati per prepararsi a quella che ha descritto come la prossima fase di crescita. Una distinzione che conta, perché una cosa è tagliare le proprie ambizioni globali, un’altra è ripensare l’organizzazione interna per spingere più forte.
A rafforzare il tono ottimista sono arrivati anche alcuni dati di vendita. Il cofondatore ha citato le performance del Phone 4b, che avrebbe venduto 29.537 unità già nel solo primo giorno di disponibilità. Un numero che l’azienda mette sul tavolo proprio per rispondere a chi immaginava un marchio in difficoltà e pronto a fare marcia indietro sui mercati esteri. La cifra, presa così, racconta di un lancio partito con un buon slancio.
La vicenda mette in fila due letture opposte della stessa strategia globale. Da un lato c’è chi legge i movimenti del settore come segnali di contrazione, complice il precedente di OnePlus e il suo ritiro annunciato da due aree chiave. Dall’altro c’è la voce di Nothing che ribalta completamente la narrazione, respingendo l’idea di un ridimensionamento e sostenendo invece di essere nel pieno di una spinta in avanti. Il confine tra riorganizzare i team e abbandonare i mercati. Del resto, è proprio il punto su cui l’azienda ha voluto mettere l’accento con maggiore fermezza.
Resta sul tavolo il messaggio dell’azienda, che nega ogni uscita da qualsiasi mercato e insiste sul fatto che le operazioni a livello mondiale proseguono regolarmente. Il tutto accompagnato dai numeri del Phone 4b, che vengono usati come prova concreta di un momento tutt’altro che negativo per il produttore londinese.


