Le voci su una presunta ritirata di Nothing da mezzo mondo hanno trovato una risposta piuttosto diretta da parte di uno dei fondatori dell’azienda. Dopo la circolazione di un report che parlava di un’uscita da 12 mercati, tagli al 40 per cento della forza lavoro e serie difficoltà finanziarie, Akis Evangelidis ha deciso di prendere la parola sui social per rimettere le cose a posto, bollando gran parte di quelle affermazioni come “fake news”.
Il cofondatore ha negato le accuse più pesanti pur ammettendo che, sì, l’azienda sta attraversando una fase di riorganizzazione che ha toccato anche alcuni dipendenti. “Non stiamo chiudendo nessun mercato”, ha scritto senza troppi giri di parole, aggiungendo che “stanno circolando notizie inesatte”. Un intervento che serviva soprattutto a spegnere l’allarme prima che prendesse troppo piede.
I numeri di Nothing Phone (4b) e la nuova struttura interna
Uno dei punti più delicati del report riguardava proprio Nothing Phone (4b). Secondo quella ricostruzione, il dispositivo avrebbe spedito circa 20.000 unità a livello globale dal lancio, un dato che avrebbe sollevato dubbi sulla domanda reale. Evangelidis ha contestato subito quella cifra, sostenendo che Nothing Phone (4b) ha venduto 29.537 unità nel solo primo giorno, diventando il modello più venduto nella sua fascia di prezzo.
Altro che ritirata dai mercati globali, insomma. Il fondatore sostiene che l’azienda si stia semplicemente riorganizzando in vista della prossima fase di crescita. Secondo quanto spiegato, Nothing sta creando delle unità di business dedicate, tra cui una interamente concentrata sull’intelligenza artificiale, accorpando al tempo stesso le operazioni dei singoli Paesi in hub regionali più grandi. L’obiettivo dichiarato è migliorare l’efficienza, non ridimensionare l’attività.
Detto questo, l’azienda non nega che i licenziamenti stiano avvenendo davvero. La ristrutturazione ha toccato una parte del personale, anche se Evangelidis insiste nel dire che le voci sull’entità dei tagli sono “esagerate oltre misura”. Per via di obblighi normativi ancora in corso, però, la società non può comunicare i numeri esatti in questo momento. Il fondatore ha voluto spendere qualche parola anche sul lato umano della vicenda, sottolineando che decisioni che riguardano il lavoro delle persone non vengono mai prese alla leggera e che c’è l’impegno a sostenere chi è stato coinvolto durante la transizione.
Il report che ha acceso la miccia
La dichiarazione arriva come risposta diretta a un articolo che sosteneva come l’azienda si stesse preparando a uscire da mercati in Medio Oriente, Giappone e parti d’Europa, riducendo il personale globale e tagliando posti nella ricerca e sviluppo sia in Cina sia nel Regno Unito. Lo stesso report dipingeva un quadro complicato per il business di Nothing. L’azienda avrebbe spedito circa 2 milioni di smartphone nel 2025, con un buon slancio in India grazie alla serie Phone (4a), ma l’aumento dei prezzi dei chip di memoria e il calo della domanda per gli smartphone economici hanno reso il 2026 un anno molto più duro per parecchi produttori.
C’è poi il capitolo CMF. Il marchio economico di Nothing ha già confermato che non lancerà un nuovo smartphone quest’anno, e di recente ha perso uno dei suoi dirigenti chiave con l’uscita di scena di Himanshu Tandon. Sviluppi che hanno alimentato l’idea di un possibile periodo difficile.
Va anche detto che l’impressionante crescita del 105 per cento anno su anno registrata in India porta con sé un dettaglio importante. Quel numero si riferisce soltanto agli smartphone a marchio Nothing ed esclude CMF, diventato un brand separato nel 2025. La società ha chiaramente guadagnato terreno in uno dei mercati più grandi al mondo, ma parte comunque da una base molto più piccola rispetto ai rivali già affermati.


