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Il supporto al VRR su Switch 2 era stato promesso da Nintendo fin dal debutto della console, ma all’atto pratico la funzione non c’era: chi aveva collegato la macchina al televisore si era ritrovato con un’assenza piuttosto vistosa, considerando che la concorrenza offriva quella possibilità già da tempo. Con il firmware 23.0.0 la situazione cambia, perché il Variable Refresh Rate diventa finalmente operativo in modalità dock, quindi con la console agganciata alla TV.
Chi possiede un televisore compatibile con questa tecnologia se ne accorgerà praticamente subito, soprattutto nei momenti più caotici di un gioco. Il principio è semplice da spiegare anche senza scendere nei tecnicismi: il refresh rate del pannello smette di essere un valore rigido e si adatta al numero di fotogrammi che la console riesce effettivamente a generare istante per istante.
Cosa cambia davvero quando il VRR entra in gioco
Immaginiamo un titolo che dovrebbe girare a 60 fotogrammi al secondo ma che, durante una scena particolarmente affollata, scende a 40. Senza VRR lo schermo continua imperterrito ad aggiornarsi a 60 Hz, e il risultato è quel fastidioso taglio orizzontale dell’immagine che gli appassionati conoscono bene con il nome di screen tearing. Con il Variable Refresh Rate attivo, invece, il televisore rallenta insieme al gioco e l’immagine resta pulita, senza strappi e senza quella sensazione di irregolarità che rovina l’esperienza.
Si tratta di una funzione ormai standard su PS5 e su Xbox Series S/X, dove è presente da parecchio. Switch 2 arriva quindi in ritardo su questo fronte, ma arriva, e il beneficio si sentirà soprattutto in quei giochi che hanno qualche difficoltà a tenere il frame rate ancorato a un valore stabile. Meno scatti percepiti, meno artefatti visivi, un movimento complessivamente più morbido.
Le altre novità del firmware 23.0.0
L’aggiornamento non si limita al VRR. In modalità portatile compare un interruttore rapido tra le impostazioni veloci, quelle richiamabili al volo senza doversi perdere nei menu, dedicato alla modalità boost. Serve a spingere le prestazioni della console anche quando non è collegata alla presa di corrente, una comodità per chi gioca lontano da casa e vuole decidere sul momento quanto spremere l’hardware.
C’è poi una novità che ha il sapore della madeleine: l’editor Mii torna ad avere la musica di sottofondo durante la creazione dell’avatar. Non un brano qualsiasi, ma pezzi ripescati dalle epoche di Wii, 3DS e Wii U. Un dettaglio minuscolo sul piano funzionale, certo, però capace di far sorridere chiunque abbia passato ore a modellare la propria faccia digitale su quelle console.
Sul piano concreto, però, la funzione che probabilmente farà più comodo è un’altra: il trasferimento completo del sistema da una Switch 2 a un’altra. Tutto quanto, dati compresi, passa da una macchina all’altra senza lasciare nulla per strada. Il tempismo non sembra casuale, visto che chi ha messo gli occhi sulla Switch 2 in edizione Zelda avrà bisogno esattamente di questo per migrare senza rimpianti dalla console già in suo possesso a quella nuova.
Nel complesso il firmware 23.0.0 sistema una lacuna che pesava dal lancio e aggiunge un paio di comodità che alleggeriscono la vita quotidiana con la console. Il VRR resta la voce più importante dell’elenco, perché tocca direttamente la qualità dell’immagine e perché allinea Switch 2 a quello che gli altri offrivano già. Per attivarlo servono comunque due condizioni: la console in dock e un televisore che supporti la tecnologia, altrimenti l’aggiornamento si limiterà a portare le altre migliorie.
Chi gioca in mobilità troverà invece nella scorciatoia per la modalità boost il cambiamento più immediato, dato che permette di intervenire sulle prestazioni con un solo tocco, senza interrompere la sessione per andare a cercare l’opzione tra le impostazioni di sistema.








