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I risultati finanziari di Netflix relativi al terzo trimestre non hanno convinto il mercato. Il colosso dello streaming ha superato di poco le stime degli analisti, che però già in partenza erano piuttosto caute e non facevano altro che fotografare un evidente rallentamento della crescita rispetto agli anni passati. Il tutto in un momento in cui la concorrenza si fa sempre più aggressiva e lo spazio di manovra si riduce.
La reazione degli investitori non si è fatta attendere. Il titolo Netflix ha perso il 5% in Borsa nel giro di una sola giornata, un calo che di per sé non rappresenta un tracollo ma che nemmeno può essere archiviato come un segnale rassicurante per la piattaforma.
Ricavi in crescita ma con il freno tirato
Guardando i numeri nel dettaglio, la società che appena qualche giorno fa aveva annunciato il licenziamento di circa 1.000 dipendenti ha comunicato ricavi per circa 11 miliardi di euro, in aumento dell’11,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile netto si è attestato intorno ai 3,1 miliardi di euro. Cifre importanti, certo, che però nascondono un dettaglio non da poco.
Il ritmo di espansione del fatturato è infatti sceso in modo sensibile. Un anno fa la crescita viaggiava al 17%, mentre oggi ha toccato il livello più basso degli ultimi tre anni. Anche lo sguardo al futuro non brilla particolarmente. Per il quarto trimestre l’azienda prevede ricavi per circa 11,5 miliardi di euro, leggermente sotto gli 11,6 miliardi che gli analisti di Wall Street avevano messo in conto. Una differenza minima sulla carta, che però pesa sul sentimento degli investitori.
C’è comunque una nota positiva. Il margine operativo del terzo trimestre ha raggiunto il 34,6%, superando le previsioni che lo collocavano al 33,2%. Segno che sul fronte dell’efficienza il gruppo riesce ancora a fare meglio di quanto ci si aspettasse.
Pubblicità e coinvolgimento degli abbonati in frenata
Ancora più complicata la situazione della divisione pubblicitaria, che fatica più del resto del business. Netflix ha rivisto al ribasso le stime per il 2026, passando da circa 2,6 miliardi di euro netti a circa 2,3 miliardi. Alla base di questa correzione l’azienda indica alcuni piccoli ritardi nel rilascio di nuove funzionalità pensate per gli inserzionisti, strumenti su cui la piattaforma punta parecchio per rendere più redditizio il piano con annunci.
A preoccupare è anche un altro indicatore, per quanto non ufficiale. Secondo le stime degli analisti di Jefferies, il tempo medio di visione mensile per singolo abbonato a livello globale sarebbe calato in modo netto. Nella prima metà del 2023 si parlava di 66 ore, mentre nello stesso periodo del 2026 la media sarebbe scesa a circa 49 ore. Un ridimensionamento piuttosto marcato del coinvolgimento degli utenti, che passano meno tempo sul servizio rispetto a qualche anno fa.
Fonte: TecnoAndroid


