Ha fatto il giro dei social un video della NASA che mostra la vera forma della Terra come se fosse una palla di plastilina deformata tra le mani di un bambino. Molti post che rilanciano l’immagine sostengono che il pianeta sia davvero così, e la cosa ha generato parecchia confusione. C’è chi si è chiesto se il nostro pianeta sia davvero tanto brutto. Il contrasto è forte, questo va detto, perché siamo abituati alle celebri fotografie della Terra scattate dallo spazio profondo, dove appare come una splendida sfera blu.
Ma quello che si vede in quel filmato non è la superficie reale del pianeta. È una versione esagerata del geoide, un concetto che con la geografia scolastica ha poco a che fare. Il geoide è una superficie immaginaria definita dal campo gravitazionale terrestre. La si può immaginare come una figura simile a un ellissoide, però con rigonfiamenti e depressioni irregolari, causati dal modo in cui la massa è distribuita all’interno del pianeta. Un altro modo di visualizzarlo è pensare a un oceano globale perfettamente immobile, senza onde né maree né correnti, la cui forma dipende soltanto dalla gravità e dalla rotazione della Terra.
NASA: un’altezza esagerata di 10.000 volte
Il motivo per cui questa mappa tridimensionale ha quell’aspetto così strano è semplice. L’altezza è stata amplificata in modo enorme, di un fattore pari a 10.000. Serve a rendere visibili le variazioni del campo gravitazionale, che altrimenti resterebbero invisibili. Senza quel trucco visivo, il geoide apparirebbe praticamente sferico, indistinguibile dalla classica immagine a cui siamo abituati. Insomma, non è che il pianeta sia deforme, è la scala a essere stata gonfiata all’inverosimile per mostrare qualcosa che l’occhio umano non coglierebbe mai.
Il Studio di Visualizzazione Scientifica della NASA, che ha condiviso questa rappresentazione il 15 luglio, ha spiegato che l’altezza del geoide mostrata proviene dal modello di campo gravitazionale GOCO06s. Si tratta di un modello globale basato esclusivamente su dati satellitari, calcolato dal progetto GOCO, sigla che sta per Gravity Observation Combination. E qui i numeri fanno una certa impressione. Il modello poggia su oltre un miliardo di osservazioni raccolte nel corso di 15 anni da 19 satelliti diversi.
Tra questi ci sono l’Esperimento di Recupero della Gravità e del Clima, meglio conosciuto come GRACE, gestito dalla NASA, e l’Explorer del Campo Gravitazionale e della Circolazione Oceanica in Stato Stazionario, cioè GOCE, che invece porta la firma dell’ESA. Uno studio del 2021, pubblicato sulla rivista Earth System Science Data, descrive nel dettaglio lo sviluppo del modello GOCO06s e la metodologia usata per costruire questo tipo di rappresentazioni.
La NASA ha messo a disposizione anche un modello interattivo in 3D del geoide, esplorabile liberamente, oltre a una versione più lunga del video rispetto a quella diventata virale. Chi vuole capire davvero cosa sta guardando, insomma, ha modo di andare oltre la prima impressione, quella che ha spinto tanti a pensare di vivere su un pianeta tutto ammaccato.


