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Microsoft: Xandr si becca multa record da 8 milioni in Norvegia

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L’Autorità norvegese per la protezione dei dati ha inflitto a Xandr, società di tecnologia pubblicitaria controllata da Microsoft, una multa da 92 milioni di corone norvegesi, pari a circa 8 milioni di euro, per il presunto uso improprio dei dati personali degli utenti di Grindr. Si tratta della sanzione più alta mai emessa finora dall’ente di controllo del Paese scandinavo, e l’azienda ha ora tre settimane di tempo per presentare ricorso. Al centro della vicenda c’è il modo in cui le informazioni raccolte dalla popolare app di incontri sarebbero finite nel circuito della pubblicità mirata senza un via libera esplicito da parte delle persone coinvolte.

Secondo l’autorità, Xandr non avrebbe ottenuto il consenso esplicito necessario per sfruttare dati considerati sensibili a fini commerciali. Si sarebbe limitata a dare per scontato che fosse stata l’app stessa a raccogliere l’approvazione degli iscritti. Un’impostazione che, agli occhi del garante norvegese, non basta affatto quando in gioco ci sono informazioni così delicate.

Come funzionava il meccanismo contestato a Xandr

Il quadro descritto dall’agenzia norvegese è piuttosto netto. Ogni volta che una persona apriva Grindr, i suoi dati personali venivano in molti casi trasmessi attraverso Xandr a potenzialmente migliaia di soggetti attivi nell’ecosistema pubblicitario. A quel punto gli inserzionisti potevano sfidarsi in una sorta di asta per mostrare annunci personalizzati, e tutto questo avveniva in modo completamente invisibile per l’utente, che non aveva modo di accorgersi di quanto stava succedendo dietro lo schermo.

È proprio questo passaggio a preoccupare di più. Non si parla di un singolo scambio di informazioni tra due aziende ma di una catena lunghissima, dove i dati di chi usava l’app potevano raggiungere un numero enorme di operatori. Il garante ha definito la violazione “molto grave” e ha giustificato così l’entità della sanzione, calcolata sulla base del fatturato annuo complessivo di Xandr. Le infrazioni contestate si sarebbero verificate tra luglio 2018 e aprile 2020.

Una vicenda iniziata anni fa e il precedente di Grindr

La storia parte nel 2020, quando il Consiglio dei consumatori norvegese ha presentato un reclamo formale contro Xandr all’autorità per la protezione dei dati. All’epoca la società non apparteneva ancora a Microsoft. L’accusa era chiara e riguardava la condivisione illecita delle informazioni personali degli utenti per scopi commerciali, senza aver prima chiesto e ottenuto il loro consenso. Ci sono voluti diversi anni di istruttoria prima di arrivare alla multa da record annunciata adesso dal garante.

Stavolta sul banco degli accusati c’è l’azienda pubblicitaria, ma l’app di incontri non è affatto nuova a problemi di questo tipo. In passato la stessa agenzia norvegese aveva già colpito Grindr con una multa superiore ai 5,6 milioni di euro, sempre per motivi simili legati alla gestione delle informazioni degli iscritti. E le grane non si sono fermate ai confini della Norvegia. Nel 2024 a Londra la piattaforma è stata trascinata in tribunale con una causa che la accusa di aver condiviso dati estremamente delicati come lo stato sierologico HIV dei propri utenti e le date dei test effettuati.

Per Xandr il conto da 92 milioni di corone resta comunque il più salato mai presentato dal garante norvegese a qualunque azienda, e la società dispone ancora di tre settimane per contestare la decisione con un ricorso.

Fonte: TecnoAndroid

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