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Il sistema di backup di Microsoft Authenticator su Android sta per cambiare in modo piuttosto netto. A partire da gennaio 2027 l’app che Microsoft dedica all’autenticazione a due fattori smetterà di appoggiarsi all’account Microsoft personale per salvare le configurazioni legate ai codici OTP, e il compito verrà affidato a Google One. Sembra una modifica tecnica e marginale, ma riguarda da vicino chiunque usi lo smartphone come chiave d’accesso ai propri servizi e non voglia ritrovarsi senza codici nel momento meno opportuno.
Finora chi utilizzava Authenticator sul proprio telefono Android poteva contare sul profilo Microsoft come cassaforte per le impostazioni. Account collegati, configurazioni e tutto ciò che ruota attorno ai codici OTP finivano lì, pronti per essere recuperati in caso di cambio dispositivo o di reinstallazione dell’app. Con il nuovo anno questo meccanismo andrà in pensione e il salvataggio passerà per la piattaforma di Google, con una logica diversa da quella a cui molti si erano abituati.
Cosa cambia con il passaggio a Google One
Il punto centrale è abbastanza semplice da spiegare, un po’ meno da ricordare. Gli utenti Android dovranno verificare che Microsoft Authenticator compaia tra le app incluse nelle impostazioni di backup di Google One del singolo dispositivo. Non si tratta quindi di un’operazione automatica legata al proprio profilo, ma di un controllo da fare telefono per telefono. Chi ha più dispositivi farà bene a tenerne conto, perché la copia di sicurezza dipenderà da come è configurato ciascuno di essi.
La conferma è arrivata direttamente da Microsoft, che ha aggiornato la propria documentazione di supporto descrivendo la novità. Nel testo l’azienda precisa che da gennaio il vecchio sistema basato sull’account Microsoft non sarà più utilizzato. Nessuna fase intermedia o doppio binario, almeno stando a quanto comunicato: il cambio è dichiarato in modo chiaro e con una scadenza precisa, il che lascia agli utenti qualche mese per sistemare le cose con calma.
Per chi usa l’app tutti i giorni il consiglio pratico viene quasi da sé. Prima che il nuovo sistema entri in funzione conviene aprire le opzioni di Google One sul proprio smartphone e controllare che il backup di Authenticator sia effettivamente attivo. Un passaggio di pochi secondi che può evitare parecchi grattacapi, soprattutto per chi affida all’app l’accesso ad account di lavoro o a servizi particolarmente delicati.
Android si allinea a quanto già succede su iPhone
La decisione non arriva dal nulla. Con questa mossa la versione Android di Authenticator si avvicina al comportamento già adottato da tempo su iPhone, dove l’app si affida al backup iCloud per conservare account e configurazioni. In pratica Microsoft sceglie di lasciare la gestione delle copie di sicurezza al servizio nativo di ciascuna piattaforma, invece di mantenere un sistema proprio basato sul profilo personale.
Su iOS il meccanismo è collaudato e gli utenti Apple sono abituati a ritrovare tutto al cambio di telefono passando per iCloud. Su Android il ruolo equivalente spetterà a Google One, che diventerà il punto di riferimento per proteggere le configurazioni dell’autenticazione a due fattori. Due ecosistemi diversi, insomma, ma con un approccio ormai simile da parte di Microsoft.
Per chi utilizza Microsoft Authenticator su Android la modifica richiederà quindi una verifica delle impostazioni di Google One prima del passaggio al nuovo sistema, previsto per gennaio 2027, quando il salvataggio tramite account Microsoft personale verrà definitivamente abbandonato.
Fonte: TecnoAndroid


