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Google ha deciso di concedere alle scuole un controllo più ampio sull’uso dell’intelligenza artificiale in classe, ma la novità porta con sé una condizione piuttosto pesante. Gli istituti che preferiscono tenere l’AI fuori dalle aule perderanno anche l’accesso a Google Search, perché secondo l’azienda le funzioni basate sull’intelligenza artificiale sono ormai inseparabili dal motore di ricerca.
Il cambio di rotta è stato confermato in un annuncio ufficiale pubblicato il 3 novembre e riguarda il modo in cui i servizi AI vengono distribuiti negli istituti scolastici americani, dalle elementari fino alle superiori. Si tratta di una scelta che arriva dopo un lungo periodo di pressioni e che sulla carta dovrebbe permettere ai dirigenti scolastici di decidere in autonomia.
Google Search: cosa cambia per gli account degli studenti dal 2027
A partire dall’inizio del 2027 l’accesso a Gemini, Gemini Notebook, Gemini in Classroom e Google Search sarà disattivato di default sugli account degli studenti. Toccherà agli amministratori abilitarli in modo esplicito, uno per uno. Fin qui niente di strano. Il punto delicato è un altro, perché non sarà possibile mantenere la ricerca tradizionale spegnendo allo stesso tempo le funzioni AI integrate come AI Overviews e AI Mode.
Chris Phillips, vicepresidente e direttore generale della divisione Education di Google, ha spiegato che ricerca e intelligenza artificiale sono oggi profondamente legate. Di conseguenza gli studenti che frequentano scuole intenzionate a vietare del tutto l’AI non potranno più usare il motore di ricerca attraverso gli account gestiti dall’istituto. Praticamente o si accetta il pacchetto completo oppure si rinuncia anche a Google Search.
La decisione nasce dalle critiche crescenti di insegnanti, genitori e decisori politici, preoccupati dalla presenza sempre più ingombrante dell’AI generativa nelle aule. I timori riguardano soprattutto il rischio di indebolire il pensiero critico, di rendere più facile copiare durante compiti e verifiche e di esporre i ragazzi a informazioni inadatte o sbagliate.
Le accuse di sindacati e associazioni
La mossa ha già sollevato parecchie polemiche. Randi Weingarten, presidente dell’American Federation of Teachers, ha accusato Google di mettere i propri interessi commerciali davanti all’istruzione dei bambini. Sulla stessa linea si è schierato Josh Golin, direttore esecutivo di Fairplay, secondo cui l’azienda starebbe cercando di spingere gli istituti ad adottare i suoi prodotti basati sull’intelligenza artificiale.
La questione pesa ancora di più se si considera quanto il colosso americano sia radicato nel mondo dell’istruzione con i Chromebook, Google Classroom e le altre applicazioni Workspace. Solo Classroom conta circa 150 milioni di studenti ed educatori in tutto il mondo, numeri che potrebbero rendere complicato per molte realtà scolastiche abbandonare l’ecosistema dell’azienda.
Guided Learning, l’alternativa pensata per le classi
Per rispondere almeno in parte alle preoccupazioni Google sta introducendo Guided Learning, una funzione integrata in Search e in Classroom che accompagna gli studenti nella risoluzione dei problemi passo dopo passo invece di sfornare semplicemente la risposta pronta. Le scuole che abiliteranno la ricerca potranno scegliere tra l’esperienza standard con l’AI e questa modalità guidata, pensata per stimolare il ragionamento.
La funzione è in fase di test proprio a novembre in alcune scuole statunitensi selezionate, mentre una diffusione più ampia è prevista nei prossimi mesi. Guided Learning sta inoltre arrivando a livello globale tramite Google Classroom.
Il nodo di fondo però non è stato sciolto. Google ha trasformato sempre più l’intelligenza artificiale in una parte integrante del suo motore di ricerca, che in passato è già finito sotto accusa per i riassunti generati dall’AI contenenti informazioni imprecise. Il dibattito sull’opportunità di obbligare le scuole ad accettare l’integrazione dell’AI solo per continuare a usare un motore di ricerca tradizionale si fa sempre più acceso, soprattutto quando gli utenti coinvolti sono bambini.
Fonte: TecnoAndroid


