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Meta, nuove tutele per gli adolescenti su Instagram e Facebook

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Un accordo destinato a cambiare l’esperienza degli adolescenti su Instagram e Facebook è stato raggiunto da Meta con i procuratori generali degli Stati Uniti, nell’ambito di un’intesa che chiude una lunga vertenza sulla sicurezza dei minori online. Il punto centrale è semplice da riassumere anche per chi non mastica di cause legali americane: l’azienda si impegna ad applicare nuove tutele pensate specificamente per i profili degli utenti più giovani, modificando il modo in cui questi interagiscono con le due piattaforme e limitandone l’uso in determinate fasce orarie.

Non si tratta di un ritocco cosmetico. L’accordo prevede una serie di protezioni che dovranno essere estese trasversalmente sia su Instagram sia su Facebook, quindi non solo sull’app che negli ultimi anni ha attirato le maggiori critiche in tema di adolescenti e benessere psicologico. La parte forse più concreta riguarda proprio il tempo di utilizzo, con restrizioni previste in certi momenti della giornata, una misura che va a toccare uno dei nodi più discussi quando si parla di ragazzi e social network.

Da dove nasce l’accordo tra Meta e i procuratori generali

L’intesa arriva al termine di una causa di portata nazionale che negli Stati Uniti ha messo sul banco degli imputati non solo Meta, ma anche Google, TikTok e Snap. L’accusa mossa alle quattro aziende era pesante: non aver protetto adeguatamente i minori e aver progettato le proprie piattaforme in modo da renderle, di fatto, “assuefacenti”. Un termine che nel linguaggio delle carte legali pesa parecchio, perché sposta il discorso dal singolo contenuto problematico all’architettura stessa dei servizi, cioè a come sono costruiti i meccanismi che tengono le persone incollate allo schermo.

A firmare l’accordo sono stati 51 tra stati e territori americani, un fronte compatto che comprende tra gli altri New York, New Jersey, California, Nevada, South Carolina, Washington e Illinois. Numeri che raccontano meglio di qualsiasi commento quanto il tema della tutela degli adolescenti sia diventato trasversale sul piano politico, superando le consuete divisioni tra stati.

Cosa cambia per i profili adolescenti

Per gli utenti più giovani, la conseguenza pratica è un pacchetto di nuove tutele che Meta dovrà attivare sulle sue app. Cambia il modo in cui i teenager potranno interagire con le piattaforme, e cambia anche la disponibilità stessa del servizio in alcuni momenti, con limitazioni di accesso legate a specifiche fasce temporali. È un modello che ricalca l’idea, sempre più diffusa tra i regolatori, secondo cui non basta filtrare ciò che i ragazzi vedono, ma serve intervenire anche su quanto e quando lo vedono.

Il fatto che le misure riguardino entrambe le piattaforme è un dettaglio non secondario. Instagram è da tempo al centro del dibattito sull’impatto dei social sugli adolescenti, mentre Facebook viene spesso considerato ormai marginale tra i più giovani. L’accordo però non fa distinzioni e impone a Meta di intervenire su entrambe, con un approccio uniforme.

Resta il quadro più ampio di una battaglia legale che ha coinvolto i principali nomi del settore tecnologico. La chiusura della partita con Meta segna comunque un passaggio significativo, perché è la prima volta che un’azienda di queste dimensioni accetta di modificare in modo così esteso il funzionamento delle proprie app per una fascia specifica di utenti, sotto la spinta diretta di un’intesa con i procuratori generali di 51 stati e territori.

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