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Mercedes 190E Evo II: l’originale costa meno del restomod HWA

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Chi sogna una Mercedes 190E Evo II oggi si trova davanti a un bivio piuttosto curioso, perché l’originale costa meno della sua reinterpretazione moderna. HWA ha appena avviato le consegne ai clienti del suo omaggio alla leggendaria berlina di Stoccarda, un progetto da circa 650.000 euro, ma sul mercato dell’usato è spuntato un esemplare autentico che, almeno per ora, viaggia su cifre inferiori. E parliamo di una vettura vera, uscita dalla fabbrica alla fine degli anni Ottanta, non di una ricostruzione.

I numeri aiutano a capire perché il fascino resti tutto dalla parte dell’originale. Mercedes ne costruì soltanto 502 esemplari, il che significa che gli esemplari in condizioni impeccabili compaiono raramente nelle aste. Questo è arrivato da poco su Bring a Trailer e sta già raccogliendo parecchie offerte, con la quota superata rapidamente dei 340.000 euro. Si tratta dell’unità numero 401, venduta inizialmente in Giappone e poi esportata negli Stati Uniti circa dieci anni fa. Non è la prima volta che cambia proprietario in questo modo, visto che sulla stessa piattaforma era stata battuta a circa 365.000 euro a metà del 2022.

Cosa rende speciale questa 190E Evo II

Sotto il cofano lavora il quattro cilindri aspirato da 2,5 litri firmato Cosworth, capace di 232 cavalli grazie a un corpo farfallato rivisto, alberi a camme aggiornati e un sistema di aspirazione e scarico diverso rispetto alle versioni precedenti. La trasmissione è una manuale Getrag a cinque rapporti con schema dog leg, quella che manda le marce in una sequenza poco intuitiva per chi è abituato alle cambiate normali, e che scarica tutta la potenza sulle ruote posteriori. Un pacchetto meccanico nato per omologare la vettura nel campionato tedesco turismo, non per assecondare la clientela abituale della Stella.

Il contachilometri segna 58.735 chilometri, pari a 36.496 miglia. Per un’auto così rara può sembrare tanto, eppure lo stato generale appare eccellente. La vernice Blue Black Metallic risulta ben conservata, senza graffi o segni evidenti, e tutta la carrozzeria aerodinamica originale è al suo posto. I passaruota allargati, lo splitter anteriore e quell’alettone posteriore enorme, diventato uno dei simboli più riconoscibili dell’automobilismo tedesco, non sono stati toccati. Anche l’abitacolo tiene botta, con i sedili in tessuto e vinile sorprendentemente puliti per l’età della vettura.

Il confronto con il restomod firmato HWA

Il progetto di HWA gioca su un campo diverso. La 190 E 2.5-16 Evo II moderna è molto più potente, tecnicamente più sofisticata e costruita con materiali che negli anni Ottanta nemmeno esistevano sulle vetture stradali. Sulla carta non c’è partita. Il punto, però, è un altro, perché difficilmente una ricostruzione contemporanea riesce a replicare il peso specifico di un esemplare uscito davvero dalla linea di montaggio in quel periodo, con la sua storia, il suo numero di serie e le imperfezioni che il tempo porta con sé.

È il solito dilemma che attraversa il mondo del collezionismo. Da una parte l’affidabilità e le prestazioni di un restomod pensato per essere usato, dall’altra l’integrità di un pezzo di storia che va custodito. Nel caso della Evo II la questione si fa ancora più interessante, perché la berlina tedesca è stata costruita in una fase in cui Mercedes inseguiva BMW nelle competizioni turismo e accettò di trasformare una compatta borghese in qualcosa di apertamente aggressivo.

Per chi punta ad aggiungere un’icona delle sport sedan tedesche alla propria collezione, l’asta su Bring a Trailer si chiude il 24 settembre 2026. Fino a quella data le offerte restano aperte e, considerando la velocità con cui la cifra è salita nei primi giorni, la valutazione finale potrebbe avvicinarsi parecchio a quella registrata nel 2022.

Fonte: TecnoAndroid

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