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Mercato auto agosto 2026: immatricolazioni +3,2%, ibride in testa

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Il mercato auto italiano chiude agosto 2026 con il segno più, anche se la spinta non è più quella dei primi mesi dell’anno: 69.411 nuove immatricolazioni contro le 67.290 registrate nello stesso mese del 2025, per una crescita del 3,2%. Un dato che conferma la tendenza positiva ma che, letto insieme a quello di luglio, racconta di una curva che si sta appiattendo. Il quadro complessivo resta comunque solido, almeno sulla carta.

Nei primi otto mesi del 2026 le immatricolazioni salgono infatti dell’8,5%, arrivando a 1.129.596 vetture contro le 1.040.761 dello stesso periodo dell’anno precedente. Numeri che fanno piacere ai concessionari, certo, ma che vanno messi in prospettiva. Il confronto con il 2019, l’ultimo anno prima della pandemia, resta impietoso: il volume attuale è ancora inferiore del 14,8%. Sette anni dopo, insomma, il mercato non ha recuperato quello che aveva perso.

Privati sempre in testa, ma il noleggio si muove

Guardando ai canali di vendita, i privati continuano a fare la parte del leone con il 54,5% delle immatricolazioni di agosto e il 53,4% nel cumulato degli otto mesi. Nulla di sorprendente, ma il resto della fotografia è più interessante. Il noleggio a lungo termine si prende il 20,9% del totale mensile, mentre quello a breve termine mette a segno un balzo notevole arrivando al 3,6% di quota nel mese e al 9,5% da inizio anno. Le autoimmatricolazioni, invece, arretrano in volume e si fermano al 15,9%.

Sul fronte delle alimentazioni, le ibride comandano senza discussioni. Le HEV toccano il 46,9% delle preferenze ad agosto e il 49,3% nella somma dei primi otto mesi, con le mild hybrid al 30,1% e le full hybrid al 16,8%. A trainare il gruppo c’è Fiat Pandina, modello più immatricolato del mese con 4.683 unità. Numeri che confermano quanto il pubblico italiano continui a premiare le soluzioni intermedie, quelle che non obbligano a cambiare abitudini.

Chi soffre, e parecchio, sono le motorizzazioni tradizionali. La benzina scende al 20,1% di quota con un calo del 14,9% ad agosto, mentre il diesel precipita al 5,8% di market share perdendo il 28% nel mese. Anche il GPL fa un passo indietro, con l’8,8% di quota e volumi in flessione del 7,5%.

Plug in in volata, elettriche al palo

Il capitolo dei veicoli ricaricabili merita un discorso a parte, perché le due anime del comparto vanno in direzioni opposte. Le ibride plug in registrano una crescita del 74,3% ad agosto e raggiungono il 12,0% di quota, spinte soprattutto dalle flotte: il noleggio a lungo termine da solo vale il 45% delle immatricolazioni totali di questa tecnologia.

Diverso il destino delle BEV. Finito l’effetto degli incentivi statali, le elettriche pure si fermano a 4.486 unità nel mese. Il confronto con agosto 2025 resta positivo, con un incremento del 35,7%, ma la quota di mercato si attesta al 6,4%, un valore ancora distante anni luce dalla media europea. La sensazione è che senza sostegni pubblici la domanda faccia fatica a reggersi in piedi da sola.

UNRAE chiede una regia nazionale

In questo scenario di transizione energetica rallentata, UNRAE torna a battere su un tasto già noto: serve una riforma fiscale che favorisca la decarbonizzazione delle flotte aziendali, considerata il vero snodo per accompagnare le imprese verso motorizzazioni meno inquinanti. L’associazione sta inoltre partecipando alle consultazioni sulla revisione del Codice della Strada, con l’obiettivo di semplificare e rendere più efficaci le politiche di mobilità sostenibile. Roberto Pietrantonio, Presidente di UNRAE, ha spiegato il punto con parole precise: “Auspichiamo l’istituzione di una Cabina di regia nazionale che assicuri uniformità, certezza normativa, equità ed efficacia alle politiche di mobilità sostenibile, mettendo a disposizione delle Istituzioni le proprie competenze e il proprio patrimonio di dati e analisi quale supporto tecnico alla definizione delle misure”.

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