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GTA 6, il Criminal Profile ha un punto di non ritorno

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C’è un dettaglio di GTA 6 che rischia di cambiare il modo in cui verranno affrontate le missioni, e riguarda un sistema di reputazione che a un certo punto smette di perdonare. Si chiama Criminal Profile ed è stato mostrato durante una presentazione riservata negli studi di Rockstar North, dove il co responsabile dello studio Rob Nelson ha fatto vedere il gioco in movimento. Il concetto è semplice da capire e piuttosto crudele nelle conseguenze: se Jason o Lucia esagerano con violenze gratuite e comportamenti fuori scala, il loro profilo può arrivare a un punto oltre il quale non si torna indietro.

Non si tratta della solita barra del bene e del male. Il Criminal Profile non stabilisce quanto un protagonista sia buono o cattivo, ma classifica il modo in cui affronta la propria carriera criminale. Le quattro condizioni conosciute finora sono Professional, Aggressive, Violent e Psycho, una scala che separa chi porta a termine un colpo con lucidità da chi trasforma qualsiasi situazione in un macello senza criterio.

Come funziona il profilo criminale di Jason e Lucia

Una rapina chiusa senza vittime, senza feriti, con una fuga rapida prima che la situazione degeneri, tiene il personaggio nella fascia professionale. Al contrario gli omicidi inutili e l’escalation cercata a bella posta spingono verso gli stati più violenti. Nelson ha chiarito un punto importante: non esiste un modo giusto di giocare. La meccanica registra la coerenza delle azioni e in base a quella cambia il comportamento del mondo intorno ai protagonisti, oltre che lo sviluppo della narrazione.

Jason e Lucia hanno profili separati, consultabili in una sezione dedicata del menu insieme allo stato del loro rapporto. Significa poter gestire un criminale metodico e, passando all’altro personaggio, comportarsi in modo completamente opposto. Accanto a tutto questo c’è la romance facoltativa tra i due, anch’essa condizionata dalle scelte fatte lungo l’avventura.

Il punto di non ritorno oltre lo stato Psycho

Qui arriva la parte più dura. Oltre la condizione Psycho esiste un ulteriore passaggio: accumulando abbastanza azioni estreme l’icona del profilo si incrina e poi si frantuma. Da quel momento resta rotta per tutta la partita, senza possibilità di recupero. Durante la dimostrazione la rottura non è stata attivata, ma è stata descritta come una conseguenza permanente della condotta scelta dal giocatore. Nessun riscatto, nessuna missione riparatrice, nessuna seconda occasione. Il paragone più naturale è con Red Dead Redemption 2, dove l’onore di Arthur Morgan saliva e scendeva nel corso della storia a seconda di quello che si combinava per strada. Il nuovo sistema però manda in pensione la classica barra morale a schermo e guarda ad altro: efficienza, autocontrollo, quantità di violenza usata durante i crimini. Curiosamente pesano anche i piccoli gesti quotidiani, tipo buttare i rifiuti nei cestini o trattare bene gli animali, che continuano a incidere sul profilo fino a quando non viene superata la soglia definitiva.

Una storia costruita su due protagonisti che non possono lasciarsi

Rockstar ha impostato la narrazione attorno al legame forzato tra i due protagonisti, costretti a dipendere l’uno dall’altra dopo che un colpo apparentemente banale li trascina dentro una cospirazione criminale che attraversa Leonida. Il fatto che ognuno abbia un proprio profilo separato apre a partite molto diverse tra loro, con un personaggio che resta chirurgico e l’altro che scivola verso il caos, oppure con entrambi che finiscono a pezzi.

Grand Theft Auto VI arriverà il 19 novembre 2026 su PS5 e Xbox Series X e S, le piattaforme indicate per il lancio.

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