Gli orti su Marte non sono più soltanto fantascienza. Il sogno di coltivare cibo direttamente sul Pianeta Rosso senza dover portare terra o fertilizzanti dalla Terra ha fatto un passo avanti significativo, grazie a un gruppo di ricercatori dell’Università di Brema e del Centro aerospaziale tedesco. Il team ha sviluppato un fertilizzante basato sui cianobatteri che potrebbe aprire la strada ai primi orti autosufficienti su Marte. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Chemical Engineering Journal.
Il nodo centrale per qualsiasi futura colonia marziana resta sempre lo stesso: l’autosostentamento. Portare risorse dalla Terra ha costi enormi, tempi biblici e limiti logistici evidenti. Ecco perché trovare un modo per produrre cibo direttamente sul posto rappresenta una priorità assoluta per chiunque stia pianificando missioni a lungo termine verso Marte. Fino a poco tempo fa, però, la cosa sembrava francamente impossibile. Il suolo marziano, se così lo si vuole chiamare, è arido, sterile e privo dei nutrienti necessari alla crescita delle piante. Eppure, qualcosa sta cambiando.
Cianobatteri: microrganismi con un talento speciale
I cianobatteri sono microrganismi unicellulari in grado di svolgere la fotosintesi, una caratteristica che li rende particolarmente adatti a un contesto come quello marziano. Quello che li distingue da altre forme di vita microscopiche è una capacità davvero notevole: riescono a utilizzare l’anidride carbonica presente nell’atmosfera di Marte. E l’atmosfera marziana, va detto, è composta per circa il 95% proprio da anidride carbonica, quindi la materia prima non manca affatto.
Durante questo processo, i cianobatteri producono ossigeno e contribuiscono attivamente al ciclo dei nutrienti. Ma non finisce qui, perché questi microrganismi hanno un altro talento che li rende ancora più preziosi per gli orti su Marte: sono in grado di estrarre elementi utili direttamente dalla regolite, cioè quella polvere arida e fine che ricopre tutta la superficie marziana. In pratica, riescono a trasformare un materiale sostanzialmente inutile per l’agricoltura in qualcosa che può effettivamente nutrire le piante.
Orti su Marte: una prospettiva concreta
Il fertilizzante sviluppato dal team tedesco sfrutta proprio queste proprietà dei cianobatteri per creare le condizioni minime necessarie alla coltivazione. L’idea è tanto elegante quanto pratica: invece di trasportare tonnellate di fertilizzanti chimici attraverso milioni di chilometri di spazio, si lasciano lavorare dei batteri che già sanno come cavarsela con le risorse disponibili sul posto.
Il fatto che i cianobatteri possano operare con ciò che Marte offre naturalmente, ovvero anidride carbonica atmosferica e regolite superficiale, elimina una delle barriere più grandi per l’agricoltura extraterrestre. Non serve importare quasi nulla. Questi microrganismi fanno da ponte tra un ambiente ostile e la possibilità concreta di far crescere piante commestibili.