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PSSR 2.0, Sony svela l’upscaler IA di PS5 Pro al SIGGRAPH

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Il nome che circola in questi giorni tra gli addetti ai lavori è PSSR 2.0, la nuova versione dell’upscaler basato su intelligenza artificiale che gira su PS5 PRO, e a spiegarne il funzionamento è stato direttamente un ingegnere di casa Sony. L’occasione è arrivata durante un panel riservato agli operatori del settore, dove la tecnologia è stata smontata pezzo per pezzo davanti a una platea di sviluppatori e tecnici.

A prendere la parola è stato Daniel Craig, principal software engineer di Sony, che al SIGGRAPH 2026 ha dedicato il proprio intervento proprio all’ultima iterazione dell’upscaler della console. Un appuntamento che, per chi lavora nella grafica computerizzata, rappresenta da sempre uno dei momenti di confronto più densi dell’anno, e che quest’anno ha messo sotto i riflettori una delle componenti meno visibili ma più determinanti dell’hardware Sony.

Cosa cambia con l’upscaler di PS5 PRO

Per capire perché un aggiornamento del genere faccia notizia serve fare un passo indietro. Un upscaler IA lavora su un principio piuttosto semplice da raccontare, molto meno da realizzare: il gioco viene renderizzato a una risoluzione inferiore rispetto a quella finale mostrata a schermo, e poi un modello addestrato ricostruisce l’immagine ad alta risoluzione. Il risultato, quando funziona bene, è una resa visiva vicina al nativo con un carico di lavoro sensibilmente più leggero per la GPU. Quel margine risparmiato torna utile altrove, dal frame rate agli effetti di illuminazione.

PSSR, acronimo di PlayStation Spectral Super Resolution, è la risposta di Sony a questa esigenza ed è uno degli elementi che hanno giustificato l’esistenza stessa di PS5 PRO come macchina di fascia alta. Il passaggio alla versione 2.0 rappresenta quindi l’evoluzione di un sistema già in campo, non un debutto assoluto, e il fatto che venga presentato in un contesto tecnico come quello del SIGGRAPH 2026 dice parecchio sull’attenzione che l’azienda giapponese vuole dedicare al dialogo con chi i giochi li sviluppa davvero.

Perché il panel di Sony interessa agli sviluppatori

Gli interventi di questo tipo non nascono per il grande pubblico, e infatti il taglio è rimasto quello del confronto tra addetti ai lavori. Chi costruisce motori grafici e pipeline di rendering ha bisogno di sapere come si comporta un upscaler nei dettagli, quali dati riceve, come li elabora, dove tende a inciampare. Sono informazioni che si traducono poi in scelte concrete su come impostare un gioco per farlo rendere al meglio sulla console. L’intervento di Daniel Craig si inserisce in questa logica. Descrivere il funzionamento dell’ultima iterazione dell’upscaler significa mettere a disposizione degli studi gli strumenti per sfruttarla, e allo stesso tempo raccontare il lavoro fatto sotto il cofano di una macchina che, dal lancio, è stata giudicata soprattutto dai risultati visibili a schermo.

Il tema dell’intelligenza artificiale applicata alla grafica dei videogiochi, del resto, è ormai centrale in tutta l’industria. Ogni produttore hardware sta spingendo sulla propria soluzione di ricostruzione dell’immagine, e la competizione non si gioca più soltanto sulla potenza bruta dei componenti ma sulla qualità degli algoritmi che quella potenza la ottimizzano. In questo scenario, l’aggiornamento a PSSR 2.0 è il modo con cui Sony prova a tenere il passo, migliorando una tecnologia proprietaria già integrata nell’ecosistema PlayStation. Il panel al SIGGRAPH conferma anche una tendenza precisa: le console non vengono più raccontate solo attraverso i numeri delle specifiche tecniche, ma attraverso il software che le fa girare. E per PS5 PRO, l’upscaler è diventato uno dei biglietti da visita più importanti.

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