macOS 27 segna un punto di svolta che chi usa un Mac farebbe bene a tenere a mente: sarà l’ultima versione del sistema operativo Apple a garantire il supporto generale a Rosetta, la tecnologia che dal 2020 permette ai computer con chip Apple di far girare applicazioni nate per processori Intel. Niente di drammatico per chi aggiornerà a settembre, almeno non subito. Ma è un avviso chiaro su cosa succederà dopo, con macOS 28.
La sostanza è questa. Le app rimaste soltanto in versione Intel non potranno più essere aperte sui Mac più recenti, a meno che gli sviluppatori non le aggiornino. Lo spiega Apple stessa nella propria documentazione di supporto, dove invita utenti e sviluppatori a passare ad applicazioni universali oppure progettate nativamente per i chip Apple. Rosetta era nata proprio per ammorbidire la transizione verso i nuovi processori, traducendo al volo le applicazioni x86_64. Quel periodo di accompagnamento, dopo diversi anni, sta arrivando al capolinea.
Cosa cambia davvero con la fine del supporto Intel
Il passaggio coincide con la chiusura definitiva dell’era Intel sui Mac. Già con macOS 27 Apple ha escluso i computer con processore Intel dalla compatibilità con la nuova versione del sistema. Lo step successivo tocca il software. Attenzione però, perché la compatibilità non sparirà in ogni singolo caso: Apple precisa che alcune funzionalità di Rosetta resteranno attive solo per certi giochi più datati e ormai abbandonati, costruiti su framework Intel. È un’eccezione molto ristretta, non la prosecuzione del supporto generale alle app Intel.
Il nodo riguarda soprattutto le applicazioni ancora distribuite solo in versione Intel, ma il discorso si allarga a plug-in, estensioni e componenti aggiuntivi rimasti legati alla vecchia architettura. Può capitare un caso curioso: un’app principale già universale o nativa per Apple Silicon, che però continua a dipendere da elementi secondari mai aggiornati. E lì nascono i problemi.
Come verificare se le proprie app sono pronte
Su macOS 27 le app Intel continueranno a funzionare tramite Rosetta, dove supportate, ma il sistema inizierà a far notare il cambiamento. Apple spiega che macOS può mostrare avvisi quando un’app, o un componente da essa utilizzato, non sarà più compatibile con una versione futura. Il controllo manuale è alla portata di chiunque: dal Finder basta selezionare un’app, aprire “Ottieni informazioni” e guardare la voce “Tipo”. Se compare “Applicazione (Intel)”, il software è pensato solo per i Mac con processore Intel e andrà aggiornato. Se invece si legge “Applicazione (universale)” oppure “Applicazione (processore Apple)”, allora l’app è già compatibile con i chip Apple senza appoggiarsi a Rosetta.
Prima dell’arrivo di macOS 28 conviene fare un giro di ricognizione tra le applicazioni davvero indispensabili. Quelle professionali, le utility meno recenti, i plug-in e i componenti installati a parte. Per le app scaricate dall’App Store gli aggiornamenti arrivano in automatico dallo store. Per quelle prese direttamente dal sito dello sviluppatore, invece, tocca verificare a mano se esiste una versione universale o nativa per Apple Silicon.
Il consiglio pratico, insomma, è muoversi con un po’ di anticipo. Controllare adesso, mentre c’è ancora tempo e mentre Rosetta fa ancora il suo lavoro, evita di ritrovarsi con software bloccato quando macOS 28 chiuderà definitivamente la porta alle applicazioni costruite per l’architettura Intel.