In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Circola in queste settimane una falsa notifica di rimborso TARI che sta mietendo vittime tra chi, in buona fede, si aspetta davvero un conguaglio dal Comune. Il meccanismo è quello classico del phishing, ma confezionato con una cura che spiazza: comunicazione dal tono istituzionale, riferimenti a un presunto errore nel conteggio del tributo e una cifra tutto sommato credibile, 95 euro, da recuperare con pochi passaggi. Peccato che quei pochi passaggi portino dritti a un sito costruito apposta per rubare dati.
A segnalare la campagna è stato CERT-AGID, il team di sicurezza informatica dell’Agenzia per l’Italia Digitale, che ha individuato pagine malevole capaci di riprodurre nome, logo e grafica di PagoPA. Non un imitazione approssimativa, di quelle che si smascherano al primo sguardo, ma cloni fatti bene, con colori giusti e impaginazione familiare. Chi arriva su quelle pagine ha davvero l’impressione di trovarsi sul portale dei pagamenti verso la pubblica amministrazione.
Come funziona la trappola del finto conguaglio
Il percorso è studiato per abbassare la guardia un passo alla volta. Prima arriva il messaggio, che parla di un errore nel calcolo della tassa sui rifiuti e invita a regolarizzare la posizione per ottenere l’accredito. Poi il collegamento al finto sito, dove viene chiesto di inserire i dati personali. Fin qui, nulla che faccia scattare campanelli d’allarme particolari, anzi: la richiesta sembra perfino sensata, visto che per un rimborso serve identificare il destinatario.
Il salto avviene subito dopo, quando la pagina domanda i dati della carta di credito, CVV compreso. Ed è qui che il ragionamento dovrebbe fermarsi, perché nessun ente pubblico ha bisogno del codice di sicurezza posto sul retro della carta per versare denaro a un cittadino. Quel codice serve ad autorizzare pagamenti in uscita, non a riceverli. Chi lo digita consegna di fatto le chiavi del proprio strumento di pagamento a sconosciuti.
Il risultato è prevedibile. Il rimborso promesso non arriverà mai, mentre sul conto possono comparire addebiti non autorizzati, anche ripetuti, fino a situazioni in cui la disponibilità viene svuotata nel giro di poco tempo. E il danno non si esaurisce lì, perché i dati raccolti hanno un mercato: nome, indirizzo, riferimenti bancari finiscono rivenduti e riutilizzati per costruire nuove frodi, stavolta ancora più convincenti perché basate su informazioni autentiche.
Perché queste campagne funzionano così bene
La forza di questa truffa sta tutta nella leva psicologica scelta. La TARI è un tributo che riguarda milioni di famiglie e che spesso genera confusione tra rate, conguagli e ricalcoli. Sentirsi dire che c’è stato uno sbaglio a proprio favore suona plausibile, quasi rassicurante, e la promessa di un piccolo credito da recuperare fa il resto. Non c’è la minaccia, non c’è l’ultimatum aggressivo di altre campagne: c’è un tono cortese, quasi servizievole, che è proprio ciò che rende il messaggio pericoloso.
A questo si aggiunge la qualità grafica. Le pagine fasulle che sfruttano l’identità visiva di PagoPA sono realizzate con attenzione ai dettagli, il che spegne quel senso di sospetto che di solito nasce davanti a un sito raffazzonato. Chi ha già usato i servizi digitali della pubblica amministrazione riconosce l’ambiente e procede senza pensarci troppo.
Le contromisure restano quelle di sempre, tanto banali quanto efficaci. Diffidare di qualsiasi comunicazione non richiesta che parli di rimborsi, non cliccare sui collegamenti contenuti nei messaggi ma raggiungere i portali ufficiali digitando l’indirizzo a mano, e soprattutto ricordare che i dati della carta di pagamento non servono mai per incassare somme. Un controllo diretto presso il proprio Comune o attraverso i canali istituzionali chiarisce in pochi minuti se un conguaglio esiste davvero.
Chi si accorge di aver inserito le proprie informazioni su una di queste pagine dovrebbe bloccare immediatamente la carta e verificare i movimenti recenti, perché la finestra temporale tra il furto dei dati e il loro utilizzo tende a essere molto stretta.








