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Tre nuovi Mac sono attesi entro la fine dell’anno, e dopo l’arrivo di Mac mini e Mac Studio la lista dei modelli ancora da presentare resta parecchio interessante. Apple ha appena aggiornato i due desktop compatti, ma secondo le indiscrezioni il calendario autunnale prevede altri tre computer, tra portatili e all in one. Uno di questi promette di essere il cambiamento più profondo visto su un laptop della casa di Cupertino da diversi anni a questa parte.
Il primo della lista è il modello più prevedibile, ovvero MacBook Pro da 14 pollici in versione base, che dovrebbe passare al nuovo silicio proprietario. L’uscita è indicata per ottobre, più o meno a dodici mesi esatti di distanza dal debutto della generazione precedente con chip M5. Chi si aspetta novità estetiche resterà deluso, perché il design è lo stesso, senza differenze apprezzabili guardando la scocca da fuori.
Il salto generazionale passa dal chip M6
Le differenze stanno tutte sotto la tastiera. Il chip M6, svelato proprio in questi giorni, è costruito con un processo produttivo a 2 nanometri e porta con sé un complesso CPU a 12 core con quello che Apple definisce il core più veloce al mondo, una GPU a 12 core dotata di Neural Accelerators, un doppio Neural Engine a 16 core e una banda di memoria unificata che arriva fino a 170GB al secondo. Numeri che, sulla carta, si traducono in guadagni netti sia in prestazioni pure sia in efficienza energetica.
Il secondo MacBook in arrivo è quello che fa girare la testa agli appassionati. Si tratta di una macchina di fascia alta che potrebbe chiamarsi ancora MacBook Pro oppure adottare un nome inedito, MacBook Ultra, e che sarà spinta dai chip M5 Pro e M5 Max. La vera notizia però riguarda tutto il resto, perché questo portatile introdurrebbe una serie di novità mai viste prima su un computer Apple.
Touchscreen, OLED e un telaio completamente nuovo
Nell’elenco delle innovazioni ci sono un touchscreen, un pannello OLED e persino la Dynamic Island, la stessa soluzione che da tempo caratterizza gli iPhone di fascia alta. A cambiare sarebbe anche il design industriale, con un corpo più sottile e più leggero rispetto ai MacBook Pro attualmente in commercio. Un ripensamento completo, insomma, che va oltre il classico aggiornamento annuale dei componenti interni. La finestra di lancio indicata è sempre ottobre, ma questa volta con un asterisco non da poco, perché la presentazione potrebbe slittare all’inizio del 2027.
Chiude il terzetto iMac, che seguirà la stessa strada già battuta da Mac mini. Inizialmente si parlava di un passaggio al chip M5, poi l’azienda avrebbe deciso di saltare a piè pari quella generazione per andare direttamente su M6. Mark Gurman di Bloomberg racconta che la versione in preparazione non cambierà molto altro rispetto al modello attuale, se non per qualche nuova opzione cromatica.
Un iMac che salta una generazione
Sempre secondo Gurman, chi stava rimandando l’acquisto non dovrà pazientare ancora a lungo, perché tutti i segnali indicano un lancio ormai vicino e l’acquisto dovrebbe essere possibile prima della fine dell’anno. I guadagni prestazionali sono quelli dichiarati anche per il nuovo Mac mini, quindi prestazioni AI fino a 4 volte superiori, archiviazione e grafica raddoppiate in velocità e una CPU più rapida del 40 per cento rispetto alla generazione con chip M4.










