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LION, quattro anni con un leone: la nuova serie su Disney+

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Con LION il documentario naturalistico prova a fare una cosa che quasi nessuno aveva mai portato a termine davvero: seguire un singolo animale per tutta la sua parabola, dalla nascita fino al momento in cui conquista un territorio tutto suo. La nuova serie National Geographic arriva su Disney+ e parte da qui, da una scelta che sembra semplice sulla carta e che invece ha richiesto anni di lavoro sul campo. Non il solito montaggio di scene spettacolari, ma un racconto continuo, con un protagonista preciso e un arco narrativo che si costruisce nel tempo.

Il protagonista si chiama Kio, ed è un cucciolo nato nella riserva del Maasai Mara, in Kenya. Una troupe lo ha seguito per quattro anni, documentando ogni fase della crescita: la fragilità dei primi mesi, i passaggi difficili, la lenta trasformazione in un animale capace di guidare il proprio branco. È il primo racconto completo di questo percorso, ed è anche il motivo per cui la serie si distingue nettamente dalla produzione classica sulla fauna africana, dove di solito si osservano frammenti di vite diverse cuciti insieme.

Quattro anni nella savana per un solo protagonista

Chi ha esperienza di riprese naturalistiche sa quanto sia complicato mantenere la continuità su un singolo esemplare per un periodo così lungo. Gli spostamenti, la stagionalità, la semplice possibilità di perdere le tracce dell’animale rendono l’impresa tutt’altro che scontata. In LION quella continuità c’è, ed è proprio il valore aggiunto del progetto: lo spettatore non guarda un leone generico, guarda Kio, e riconosce il suo percorso man mano che avanza.

La qualità delle immagini è l’altro elemento che salta subito all’occhio. Il tempo passato sul terreno ha permesso di raccogliere materiale che difficilmente si ottiene con una campagna di riprese breve, e la riserva del Maasai Mara offre uno scenario che si presta a un racconto di questo tipo, con spazi ampi e una fauna densa. Il risultato è una serie che funziona sia come documento naturalistico sia come storia con una sua tensione interna.

Jon Favreau, Hans Zimmer e una colonna sonora registrata nella savana

Dietro il progetto ci sono nomi che pesano parecchio. Tra gli executive producer figura Jon Favreau, già regista del remake de Il Re Leone, insieme a Mike Gunton della BBC Studios Natural History Unit, una delle realtà storiche del documentario naturalistico. Una combinazione interessante, perché mette insieme la sensibilità narrativa del cinema con l’esperienza tecnica di chi lavora da decenni sulle riprese in natura.

La colonna sonora porta la firma di Hans Zimmer, affiancato da Niccolò Pacella e George Huston Warren. Anche qui la scelta produttiva è tutt’altro che banale: le registrazioni sono state realizzate direttamente nella savana africana e includono cori locali, strumenti tradizionali e persino i ruggiti dei leoni. Un modo per legare la musica al luogo invece di costruirla a tavolino in studio, e per dare al racconto una texture sonora che nasce dallo stesso ambiente ripreso dalle telecamere.

Il risultato è una serie che si presenta con ambizioni diverse rispetto al documentario naturalistico medio. Da un lato c’è il rigore dell’osservazione prolungata, dall’altro una costruzione narrativa che punta a coinvolgere anche chi normalmente non guarda contenuti di questo genere. LION arriva su Disney+ come uno dei titoli più curati del catalogo National Geographic, costruito attorno alla storia di un solo animale seguito dalla nascita fino alla guida del branco.

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