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Light No Fire, Sean Murray svela perché tanto silenzio

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Di Light No Fire si è saputo poco o nulla da quando il gioco è stato annunciato ai The Game Awards del 2023, e ora Sean Murray ha finalmente spiegato il motivo di questo silenzio così lungo. Il capo di Hello Games, studio che tutti conoscono per No Man’s Sky, ha ammesso in una recente intervista che il piano iniziale era molto diverso: dopo quel primo trailer da 90 secondi contava di tornare a parlare del progetto entro sei mesi, spiegando per bene di cosa si trattasse. Poi le cose sono andate in un’altra direzione.

Il ragionamento, raccontato dallo stesso Murray, è quasi disarmante nella sua semplicità. Il trailer serviva a stuzzicare la curiosità, niente di più. Il passo successivo doveva essere la spiegazione vera e propria del gioco. Ma nel frattempo il titolo è schizzato in cima alle liste dei desideri di Steam, arrivando al secondo posto, e a quel punto la domanda che si è fatto è stata piuttosto diretta: perché continuare a fare marketing, se non serve?

Due anni e mezzo di silenzio e una scelta consapevole

“Pensavo che a questo punto ne avremmo parlato di più”, ha detto Murray, ricordando che il trailer risale a circa due anni e mezzo fa. Aveva in mente un percorso preciso, un’uscita graduale di informazioni, il classico crescendo che accompagna i progetti ambiziosi. Solo che il pubblico ha risposto prima e con più entusiasmo di quanto lo studio si aspettasse, rendendo di fatto inutile qualsiasi spinta promozionale aggiuntiva. Una posizione rara, in un settore dove di solito si comunica troppo piuttosto che troppo poco.

C’è anche una componente più personale in questa scelta. Murray ha spiegato di essere “felicissimo” di lavorare al gioco nella sua “piccola caverna”, senza dover pensare a nulla di esterno, provando a far finta che il resto del mondo non esista. Non è una posa: al progetto stanno lavorando poche persone, e Hello Games lo ha confermato senza giri di parole. Uno studio piccolo, un progetto enorme, e la volontà di proteggerlo dal rumore di fondo finché non sarà pronto a essere mostrato davvero.

Un pianeta più grande della Terra, senza caricamenti

Sull’ambizione, comunque, Murray non nasconde nulla: “Non penso che la gente si renda conto di quanto sia ambizioso e folle”. E in effetti i numeri che circolano da tempo aiutano a capire il senso della frase. Light No Fire non punta su un universo infinito come faceva No Man’s Sky, ma su un singolo pianeta più grande dell’intera Terra, esplorabile senza alcun caricamento. Un cambio di prospettiva radicale rispetto al lavoro precedente dello studio: meno spazio, molta più densità.

Si tratterà di un gioco di ruolo di sopravvivenza sandbox con ambientazione fantasy, dove i giocatori potranno esplorare liberamente, costruire strutture e dare vita a vere e proprie community. Un impianto quindi molto orientato alla dimensione condivisa, alla convivenza tra utenti sullo stesso mondo. E poi ci sono gli oceani, che secondo quanto emerso finora faranno impallidire quelli visti in No Man’s Sky: distese talmente vaste che per attraversarle servirà una ciurma, non una barchetta solitaria.

Su tempi, date o nuovi materiali promozionali, per ora, nessuna indicazione concreta da parte di Hello Games. Murray ha però lasciato intendere di non vedere l’ora che le persone scoprano cosa hanno costruito, e quel “non vedo l’ora di mostrarglielo” suona come l’unica promessa arrivata dallo studio dopo trenta mesi di quasi totale riservatezza.

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