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IMAX Dome, lo schermo arriva sopra la testa: cosa cambia

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Chi frequenta abitualmente il cinema potrebbe non sapere che l’IMAX Dome è una cosa ben diversa dalla classica sala IMAX. In questa versione lo schermo non si trova semplicemente davanti alla platea ma si allunga fin sopra la testa degli spettatori e occupa buona parte del campo visivo. Il nome è lo stesso ma l’esperienza cambia parecchio, perché l’immagine non resta confinata su una parete e finisce per avvolgere chi guarda.

Per inquadrare la questione conviene partire dal successo delle normali sale IMAX. Gli appassionati di cinema che hanno la fortuna di averne una vicino casa raramente si lasciano scappare un titolo importante proposto in questo formato, soprattutto nei primi giorni di programmazione. Un esempio recente è Odissea di Nolan, uno di quei film che il pubblico più attento vuole vedere proprio così, su uno schermo enorme e con tutta la resa che la tecnologia sa offrire.

Il primo Star Wars arriva in IMAX 70mm

Chi ama il grande schermo ha poi un altro appuntamento da segnare. Per celebrare i 50 anni dall’uscita del primo Star Wars: A New Hope il film arriverà per la prima volta in IMAX 70mm, un traguardo che fino a oggi mancava a uno dei titoli più amati di sempre. E non si tratta di una semplice riproposizione del capitolo che ha dato origine alla saga.

La versione destinata alle sale conterrà infatti le celebri sequenze originali, quelle che Lucas decise di modificare negli anni successivi. Una scelta che all’epoca aveva infastidito parecchio l’immensa comunità di fan, da sempre legata al film nella sua forma iniziale. Poterlo rivedere in quella veste e per giunta su uno schermo di queste dimensioni rappresenta quindi un’occasione particolare per molti spettatori, sia per chi lo ha visto alla sua uscita sia per chi lo conosce soltanto attraverso le edizioni rimaneggiate.

Cos’è l’IMAX Dome e perché è così diverso

Detto questo va chiarito che i sistemi IMAX non sono tutti uguali. Accanto alla sala tradizionale esiste una variante molto più particolare, ovvero l’IMAX Dome. Qualcuno la ricorderà con il suo vecchio nome, OMNIMAX, che per anni ha accompagnato questa tecnologia nei luoghi dove veniva impiegata con maggiore frequenza, cioè soprattutto i musei scientifici e i planetari.

La scelta di questi spazi non è affatto casuale. L’idea alla base del progetto nasce proprio per aumentare l’immersione dello spettatore, che invece di osservare un’immagine incorniciata davanti a sé si ritrova praticamente circondato dalle immagini. È una differenza che si percepisce subito, perché lo sguardo non ha più un bordo netto a cui aggrapparsi e la scena sembra estendersi ben oltre i limiti di una normale proiezione.

Il cuore del sistema sta tutto nella superficie su cui viene proiettato il film. Al posto del classico schermo piatto l’IMAX Dome sfrutta una cupola gigantesca che si sviluppa sopra la platea e che può arrivare a sfiorare i 30 metri di diametro.

Fonte: TecnoAndroid

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