LibreOffice 26.2.5 è già scaricabile e chi usa la suite firmata da The Document Foundation farebbe bene a segnarselo. Parliamo del quinto aggiornamento maintenance per il ramo 25.2, quello in circolazione da febbraio, e come sempre lo si può prelevare dal sito ufficiale in maniera completamente gratuita. Ci sono i pacchetti pronti per Windows, macOS e Linux, così ognuno prende quello che gli serve senza troppe complicazioni.
Cosa cambia con questa versione
Nessuna rivoluzione, va detto subito. Questo aggiornamento maintenance non porta funzioni nuove, però vale comunque la pena installarlo perché mette a posto ben 21 bug spuntati nelle edizioni precedenti. Ci sono anche vari ritocchi sul fronte della stabilità, quel genere di lavoro poco appariscente ma che alla lunga fa la differenza. Il merito, come al solito, va alla community globale di sviluppatori che tiene in piedi il progetto giorno dopo giorno.
Un punto interessante riguarda il rendering Skia su macOS e Windows. Era stato introdotto per dare una spinta alle prestazioni grafiche, ma diversi utenti avevano segnalato blocchi e arresti anomali dopo essere passati da una versione più vecchia. La scelta è stata quindi di riportarlo in modalità sperimentale, giusto per evitare grattacapi a chi lavora ogni giorno con la suite.
Le novità vere arrivano il mese prossimo
Chi aspetta funzioni fresche dovrà pazientare ancora un po’. Sarà la versione 26.8 a scuotere le acque, per ora reperibile solo nel canale RC e quindi ancora in fase di test. Le anticipazioni parlano di cambiamenti concreti nella gestione dei testi, con alcuni strumenti integrati in Writer e Calc che verranno rivisti. In arrivo anche una compatibilità migliorata con Office e qualche ritocco mirato all’interfaccia, di quelli che si notano solo usando il programma.
A proposito della suite di Microsoft, The Document Foundation nei giorni scorsi ha rimarcato i rischi legati al formato OOXML, ricordando a chi ancora non lo sapesse che non si tratta di uno standard. Un tema che torna spesso quando si parla di documenti condivisi tra piattaforme diverse, e su cui la fondazione non ha mai fatto sconti a nessuno.
C’è poi la questione Euro-Office, che a inizio giugno ha fatto discutere parecchio. Si è presentata come alternativa 100% europea e 100% open source, ma The Document Foundation l’ha definita senza mezzi termini un clone di Microsoft Office, un prodotto nato da un rebrand fatto per puro opportunismo. Dietro a questa proposta ci sono diverse realtà, tra cui figurano anche IONOS e Nextcloud, nomi non certo secondari nel panorama tecnologico.


