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Gael García Bernal ha detto una cosa che, apparentemente innocua, gli si è ritorta contro in poche ore: non riesce a guardare L’Odissea di Christopher Nolan perché nella sua testa Ulisse non parla inglese. Una dichiarazione da cinefilo, forse anche da lettore affezionato, che però su internet è diventata subito materiale da sfottò, con una domanda che gira più delle altre e che riguarda il suo passato in casa Pixar.
Il film di Nolan sta generando discussioni praticamente su ogni fronte, dal cast alle battute del copione che non sono arrivate sul grande schermo. Molti appassionati del poema di Omero restano convinti che l’eroe fosse un uomo dalla mente rapidissima, un genio dell’inganno, con quel tipico carattere mediterraneo di chi si arrangia sempre e comunque. Nella pellicola, secondo questa lettura, quel tratto si sarebbe perso a favore di una versione più americanizzata. Matt Damon nei panni del protagonista è il punto su cui si concentrano le perplessità.
Le parole dell’attore messicano nell’intervista
L’occasione è emersa durante un’intervista. Lì l’attore messicano ha spiegato il suo blocco con una premessa che vale per tanti lettori: certi libri hanno segnato talmente tanto che trasformarli in immagini diventa impossibile da accettare. “Ci sono libri che uno non riesce a vedere al cinema perché hanno rappresentato così tanto, li ha ascoltati con una voce particolare. Non so, mi succede ora per esempio con L’Odissea, ed è un po’ un sacrilegio dirlo, no?, ma non riesco a guardarla perché non riesco a vedere Ulisse parlare in inglese, non me lo sono mai immaginato parlare in inglese”.
La conduttrice gli ha chiesto se allora se lo immaginasse in latino. Risposta negativa, o almeno non proprio. “Me lo immaginavo come una voce interiore… non so. Non voglio che contamini quello che mi sono inventato su come erano le isole a cui arrivavano, per esempio”. Un ragionamento che, in fondo, è quello di chiunque abbia amato un romanzo prima di vederne l’adattamento e sia rimasto legato alla versione costruita nella propria testa.
La reazione dei social
Il problema è che quella riflessione, fuori dal contesto della chiacchierata, è suonata a molti come una presa di posizione snob. Sui social le risposte sono arrivate a raffica. La più condivisa punta il dito su un dettaglio pratico: nemmeno lui ha letto il poema nella lingua originale. “Sicuramente il romanzo lo ha letto in ionico e non nella sua lingua”, ha scritto un utente su X. Un altro, su Instagram, ha rincarato: “Si suggerisce che gli abitanti di Troia parlassero luvio, secondo gli storici… immagino che García Bernal padroneggi bene questa lingua antica”.
Fonte: TecnoAndroid








