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L’AI usata per una missione aerea autonoma
Durante il volo, Centaur non ha solo pilotato l’aereo. Ma ha gestito in tempo reale un’ampia gamma di dati, reagendo a situazioni dinamiche e conducendo il Gripen E in manovre ad alta velocità. La terza missione, avvenuta il 3 giugno, ha incluso una simulazione di combattimento contro un altro Gripen D pilotato da esseri umani. In quell’occasione, l’AI si è trovata a rispondere a variazioni repentine di assetto, angoli di attacco e distanza, arrivando perfino a operare senza un collegamento diretto con il comando centrale. Mostrando così un elevato grado di indipendenza decisionale.
Uno degli elementi più sorprendenti di tale avanzamento tecnologico è rappresentato dalla capacità del Gripen E di integrare sistemi software avanzati come Centaur senza dover intervenire sull’hardware. La struttura del caccia, infatti, è stata progettata fin dall’inizio per accogliere aggiornamenti digitali in modo rapido ed efficiente. Senza compromettere sicurezza e funzionalità.
Il programma è sostenuto dalla FMV (l’Amministrazione svedese per il materiale della difesa). Si inserisce in un più ampio piano nazionale per i futuri sistemi di combattimento. Sono già previsti ulteriori voli entro la fine dell’anno. Il tutto con l’obiettivo di affinare l’affidabilità dell’intelligenza artificiale.










