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Kurzgesagt penalizzato da YouTube: l’IA lo scambia per spam

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Kurzgesagt si è ritrovato al centro di un pasticcio che dice molto su quanto siano ancora acerbi certi strumenti automatici. Il canale educativo, famoso per le sue animazioni curate nei minimi dettagli e forte di oltre 25 milioni di iscritti, sostiene di essere stato limitato per errore dal sistema che YouTube ha messo in campo per stanare i contenuti spazzatura prodotti dall’intelligenza artificiale. In pratica, un algoritmo pensato per ripulire la piattaforma avrebbe finito per colpire proprio chi lavora in modo genuino. Tutto è partito da qualche numero che non tornava. Il team ha notato oscillazioni strane nelle visualizzazioni, e il campanello d’allarme più forte è arrivato con un video dedicato ai cosiddetti superpredatori. Quel filmato ha registrato la performance peggiore del canale dal 2013, un tonfo difficile da spiegare con i mezzi normali.

Quando l’algoritmo scambia il lavoro umano per spazzatura

La cosa curiosa è che tutti gli altri indicatori raccontavano una storia opposta. Secondo Kurzgesagt i dati principali erano addirittura sopra la media: più clic del solito, tempi di visione più lunghi, reazioni del pubblico positive. Eppure il video aveva smesso di essere raccomandato con la frequenza abituale, come se qualcosa lo avesse messo in sordina.

A quel punto il canale ha contattato direttamente YouTube e la risposta è arrivata in fretta. Il problema, a quanto raccontano, stava tutto negli strumenti automatici di rilevamento dell’IA: il sistema aveva scambiato i video, realizzati da mani umane, per quello che in gergo viene chiamato IA slop, cioè materiale generato in serie e di scarsa qualità. Questo riconoscimento sbagliato avrebbe progressivamente ridotto la portata del canale. YouTube si sarebbe messo a lavorare per sistemare la cosa, anche se dallo stesso team fanno sapere di poter soltanto sperare che il malfunzionamento sia stato davvero risolto. Nel frattempo il video sui superpredatori è stato rimosso, con l’idea di pubblicarne presto una versione aggiornata.

Il vero rischio è per i canali piccoli

La vicenda ha attirato l’attenzione di vidIQ, società specializzata nell’analisi delle performance dei creator. Secondo l’azienda quel comportamento assomiglia a una limitazione della distribuzione paragonabile a uno shadow ban, anche se YouTube non ha mai usato pubblicamente questo termine. Il ragionamento è netto: se la piattaforma etichetta un contenuto come slop, e nel caso di Kurzgesagt è ormai chiaro che non lo era, il canale viene soffocato.

Ma il nodo più delicato, sempre secondo vidIQ, riguarda la possibilità concreta di accorgersi dell’errore e ottenere assistenza. Kurzgesagt, grazie alle sue dimensioni e ai suoi oltre 25 milioni di iscritti, ha potuto bussare direttamente alla porta di YouTube e far arrivare in fretta la segnalazione dove serviva. Un canale più piccolo, invece, potrebbe non avere nemmeno gli strumenti per capire cosa stia succedendo, figuriamoci per correggere un falso positivo. E infatti nei commenti alla vicenda diversi creator hanno raccontato di aver visto la stessa cosa capitare a loro. Parlano di un crollo improvviso della portata e del timore di essere finiti anche loro nella lista sbagliata, classificati come produttori di contenuti generati dall’intelligenza artificiale quando in realtà i loro video li montano e li scrivono in prima persona.

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