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Il nuovo CEO di Apple si chiama John Ternus e, oltre a conoscere ogni vite dei prodotti di Cupertino, ha una passione piuttosto marcata per la velocità in pista. Dopo 15 anni al comando, Tim Cook lascia la poltrona di amministratore delegato per assumere il ruolo di presidente esecutivo, e il testimone passa a un ingegnere che in azienda ci è cresciuto dentro. Informatico, ingegnere e dirigente statunitense, Ternus rappresenta una scelta di continuità tecnica più che una rottura.
Il percorso racconta parecchio. Laurea in ingegneria meccanica all’Università della Pennsylvania nel 1997, poi il primo impiego alla Virtual Research Systems, dove si occupava di visori per la realtà virtuale. Nel 2001 l’ingresso in Apple, e da lì venticinque anni di carriera quasi interamente costruita sul lato hardware. Ha iniziato con l’Apple Cinema Display nella prima metà degli anni Duemila, poi si è spostato sulla progettazione hardware vera e propria, diventando uno dei manager di riferimento del settore sotto la guida di Dan Riccio. Dal 2020 si occupa della divisione iPhone, che poi è il cuore economico dell’intera azienda. Difficile trovare qualcuno che conosca la creatura di Steve Jobs, amministratore delegato fino al 24 agosto 2011, meglio di lui.
Un manager con il piede pesante e la passione per Porsche
Fuori dall’ufficio, il ritratto cambia tono. John Ternus è quello che negli Stati Uniti chiamano un “Porsche guy”, uno che le auto di Stoccarda non si limita a collezionarle ma le porta in pista. A Laguna Seca ha firmato un giro veloce sotto il minuto e 40 secondi, primato personale ottenuto al volante di una Porsche. Non è un dettaglio da poco, considerando che quel tracciato californiano con il famoso Corkscrew non perdona le incertezze.
Curiosamente, tra Apple e Porsche esiste un legame che risale a parecchio tempo fa. Nel 1980 le due aziende collaborarono e una Porsche 935 corse la 24 Ore di Le Mans esibendo i loghi della Mela sulla carrozzeria. Da amministratore delegato, però, le giornate libere per gli autodromi diventeranno una merce rara. Qualcuno ha già ricominciato a fantasticare sul rilancio della Apple Car, proprio in virtù di questa passione automobilistica, ma il progetto era stato accantonato tempo fa per dirottare le risorse su altri investimenti.
Cosa aspettarsi dalla gestione Ternus
Vista la storia personale del nuovo CEO di Apple, un’eventuale partnership tra il marchio tedesco e la multinazionale californiana non suonerebbe come un’idea campata per aria. Apple, del resto, è l’azienda che sviluppa iOS, macOS, iPadOS, tvOS, watchOS e visionOS, oltre a produrre smartphone, computer e dispositivi multimediali, quindi il terreno d’incontro con l’automotive esiste eccome. Nulla di annunciato, per ora, ma la suggestione circola.
La sfida vera, comunque, è un’altra. Ternus dovrà dimostrare che Apple sa ancora innovare in un mercato diventato molto più affollato e aggressivo, dove i prodotti cinesi crescono a ritmi impressionanti e mettono pressione su ogni fascia di prezzo. Tim Cook resterà comunque dentro le stanze che contano, con un ruolo strategico da presidente, ma le decisioni operative passeranno di mano.
C’è anche un fattore anagrafico che pesa sulla scelta. Ternus ha 51 anni, mentre Cook si avvicina al sessantaseiesimo compleanno. Un cambio generazionale che, almeno sulla carta, potrebbe portare idee diverse dentro la società tecnologica più osservata del pianeta. L’erede di Steve Jobs consegna le redini a un uomo che quei prodotti li ha disegnati, testati e portati sul mercato in prima persona per un quarto di secolo, e che nel tempo libero preferisce staccare il cronometro su un circuito piuttosto che in una sala riunioni.










