Il prezzo di iPhone 18 potrebbe salire parecchio a settembre, e la cosa non riguarda soltanto lo smartphone di punta. Apple ha già ritoccato verso l’alto i listini di Mac, iPad, Apple TV, HomePod e Vision Pro durante l’estate, e Tim Cook aveva lasciato intendere che il capitolo non era chiuso. I prodotti rimasti fuori dal primo giro di rincari, iPhone in testa, sembrano destinati a seguire la stessa strada in occasione del lancio della nuova serie.
Le categorie finite sotto i riflettori sono tre e non a caso sono tra le più vendute della mela: iPhone, Apple Watch e AirPods. Roba che tocca da vicino le tasche di chi possiede già un dispositivo Apple o sta pensando di comprarne uno. Insomma, difficile restare indifferenti davanti a numeri del genere.
Quanto potrebbe costare iPhone 18
Sul versante degli smartphone le cifre che circolano fanno un certo effetto. iPhone 18 Pro potrebbe partire da 1.299 o EUR 1.215, contro i EUR 954 dell’attuale iPhone 17 Pro. Convertendo in euro, si parla di una base che oscilla più o meno tra 1.190 e 1.290 euro, mentre il modello di riferimento di oggi si aggira sui 1.010 euro. Un salto di almeno EUR 174, e in Europa storicamente la traduzione in euro avviene quasi uno a uno, a volte pure peggio.
La causa principale porta un nome preciso: la crisi delle memorie. Un problema che sta colpendo tutta l’industria tech e che Apple non può assorbire all’infinito. C’è poi un dettaglio che riguarda i modelli usciti prima. Di solito, quando arriva una nuova generazione, i vecchi iPhone calano di prezzo. Stavolta invece si prevede che restino fermi o salgano di poco. Chi contava di portarsi a casa un iPhone 17 a prezzo ridotto dopo settembre rischia di rimanere con l’amaro in bocca.
Apple Watch e AirPods nel mirino
Il discorso vale anche per gli altri due protagonisti. Apple Watch Series 12 e Ultra 4 montano componenti soggetti alla stessa crisi delle memorie che ha già gonfiato i listini degli smartphone. Anche in questo caso gli aumenti appaiono probabili, con lo stesso meccanismo che spinge i prezzi verso l’alto.
Situazione un po’ più sfumata per gli AirPods. Dipendono meno da RAM e storage rispetto agli altri prodotti, quindi in teoria sarebbero più al riparo. Il condizionale però resta d’obbligo, perché se Apple decidesse di uniformare i rincari sull’intera gamma finirebbero comunque nel calderone.
Il quadro generale non parla di una mossa isolata dell’azienda di Cupertino. Si tratta piuttosto del sintomo di un problema strutturale che sta ridisegnando i prezzi di tutto il mercato tech, memorie in primis. Un fenomeno che va oltre la singola azienda e che nei prossimi mesi si farà sentire su parecchi fronti.
Chi stava aspettando settembre per acquistare un iPhone nuovo sperando in prezzi più leggeri farebbe bene a ricalibrare le aspettative. Il vento, per ora, soffia nella direzione opposta.










