Con la chiusura del programma RAMP-C, Intel si conferma come l’unica azienda statunitense capace di ricerca, sviluppo e produzione di semiconduttori all’avanguardia sul suolo nazionale. Un traguardo che sposta l’attenzione dai chip di prova alla produzione domestica su larga scala, aprendo la strada a un modello di fornitura considerato affidabile per il governo americano e per l’industria della difesa.
Intel chiude RAMP-C: cosa cambia con la fine del programma
Il programma RAMP-C, sigla che sta per Rapid Assured Microelectronics Prototypes Commercial, era stato lanciato nel settembre del 2021 con un obiettivo tutt’altro che banale. Ovvero costruire negli Stati Uniti una tecnologia CMOS di ultima generazione e una capacità produttiva capace di reggere il confronto con i migliori al mondo. Ora quella fase pionieristica è chiusa e i risultati parlano chiaro.
Intel Foundry, la divisione dedicata alla produzione conto terzi, ha portato avanti il lavoro insieme al Dipartimento della Guerra americano. Eric Makara, program manager per la microelettronica, ha spiegato che la collaborazione ha permesso di sviluppare una tecnologia domestica di frontiera e una vera e propria infrastruttura di progettazione. Il senso pratico è semplice, ovvero consentire ad aziende commerciali e alla base industriale della difesa di disegnare e fabbricare microchip affidabili direttamente in casa, senza dover dipendere da fornitori esteri.
Il programma si è mosso su tre fasi ben distinte. La prima ha gettato le fondamenta, mettendo a punto tecnologia, proprietà intellettuale e strumenti di progettazione. La seconda ha portato a bordo i primi clienti commerciali e della difesa, ampliando l’ecosistema attorno ai progetti su Intel 18A. La terza, quella più avanzata, ha visto Intel accompagnare la produzione e i test dei primi prototipi, dimostrando di essere pronta a passare a una fabbricazione sicura e su vasta scala.
Il ruolo di Intel 18A e del Secure Enclave
Il vero protagonista tecnico di questa storia è il processo produttivo Intel 18A, che introduce due innovazioni chiamate RibbonFET e PowerVia. Detto in parole povere, servono a migliorare le prestazioni per ogni watt consumato e ad aumentare la densità dei transistor, un aspetto cruciale quando si lavora con sistemi che devono rispettare vincoli stringenti di dimensioni, peso e consumo energetico.
L’accesso anticipato a questa tecnologia ha messo i clienti della difesa nella condizione di sfruttare il programma Secure Enclave, pensato per espandere la produzione affidabile di semiconduttori destinati al governo americano. Secure Enclave, va detto, non nasce dal nulla, ma si appoggia anche al precedente programma SHIP, dedicato all’integrazione eterogenea dei package, in un percorso di collaborazione continua con il Dipartimento della Guerra.
Perché tutto questo conta davvero. In un momento in cui la catena di approvvigionamento globale dei chip è considerata un tema di sicurezza nazionale, avere una fonte domestica e verificata di microelettronica avanzata pesa parecchio, sia sul piano economico sia su quello strategico. Intel e il governo americano hanno di fatto costruito un percorso ripetibile che parte dalla progettazione e arriva fino alla piena capacità produttiva.
C’è anche una dimensione internazionale. Questi programmi guidati dagli Stati Uniti vengono presentati come un modello che governi alleati e partner potrebbero adottare per rendere più solide le proprie catene di fornitura. Il risultato concreto, alla fine del percorso, è la possibilità di sviluppare e mettere in campo microelettronica avanzata per sistemi critici senza rinunciare né alla sicurezza né alla resilienza della filiera.


