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Ali Astin, la bimba del Signore degli Anelli oggi ad Harvard

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Chi ha visto Il Signore degli Anelli almeno una volta ricorderà la bambina che compare nel finale accanto a Sam: quella figlia di Sean Astin aveva appena cinque anni sul set e oggi ha in tasca una laurea ad Harvard. Si chiama Alexandra Astin, per tutti Ali Astin, e il suo percorso è andato ben oltre quel breve momento davanti alla macchina da presa di Peter Jackson.

Prima di arrivare a lei, però, vale la pena ricordare da dove nasce il cognome che porta nella finzione. Nel marzo del 1956, quasi vent’anni dopo la pubblicazione del romanzo, JRR Tolkien ricevette a casa una lettera che lo lasciò senza parole, firmata da un certo Sam Gamgee. L’uomo aveva sentito dire che il suo nome compariva nel libro, ma non lo aveva mai letto. Tolkien, che quel cognome lo aveva preso da un’espressione colloquiale usata a Birmingham per indicare il cotone, rimase così colpito da rispondergli e da spedirgli i tre volumi con tanto di autografo. Poi annotò nel suo diario una frase diventata celebre tra gli appassionati: per un certo periodo visse nel terrore di ricevere una lettera firmata “S. Gollum”, perché quella sarebbe stata una faccenda ben più complicata da gestire.

Il cameo nel Ritorno del Re e la carriera che è arrivata dopo

Sean Astin ha interpretato decine di altri ruoli, ma resta per sempre lo scudiero di Frodo, quel Samvise Gamgee che nella trilogia si carica letteralmente sulle spalle il peso dell’intera missione. E non è l’unico della famiglia a comparire nei film. Nel finale de Il Ritorno del Re, uscito il 17 dicembre 2003, la piccola Ali interpreta Elanor Gamgee, la figlia del personaggio del padre. Una manciata di secondi, un abbraccio, niente di più. Eppure quella scena è rimasta impressa nella memoria di chiunque abbia seguito le tre ore e ventuno minuti del film diretto da Peter Jackson, accanto a Elijah Wood e Viggo Mortensen.

Il curioso è che la carriera da attrice, partita quasi per gioco, ha poi preso forma davvero. Dal 2017 Ali Astin gira con regolarità: all’incirca un film, un cortometraggio o un episodio televisivo all’anno, quasi sempre in ruoli di supporto. Si è vista in The Morning Show, poi in Natale a Candy Cane Lane e in Miss Valentine. Nel lavoro più recente, Matter of Time, divide la scena proprio con il padre, chiudendo idealmente un cerchio aperto più di vent’anni fa in Nuova Zelanda.

Harvard, il teatro e il mestiere che vuole davvero fare

La differenza rispetto a tanti figli d’arte sta nel fatto che Ali non ha puntato tutto sul set. Si è laureata alla facoltà di arte di Harvard, dove ha iniziato anche a lavorare sul palco, mettendo in piedi spettacoli teatrali. Ed è esattamente lì che vorrebbe costruirsi una reputazione, non solo come interprete ma anche come sceneggiatrice. Due mestieri che, messi insieme, raccontano parecchio di come intende il lavoro creativo: scrivere e recitare, senza dover per forza scegliere.

Il cognome pesa, certo. Viene da una famiglia hollywoodiana a tutti gli effetti, e questo apre porte che per altri restano chiuse. Ma il percorso universitario e la scelta di dedicarsi alla scrittura suggeriscono una direzione diversa rispetto alla semplice eredità del nome. Il pubblico, intanto, continua ad associarla a quell’unica scena del 2003, quando una bambina di cinque anni correva verso il padre in una Contea ricostruita fino all’ultimo dettaglio.

Sean Astin, dal canto suo, quel ruolo lo ha sempre rivendicato con orgoglio, tornando spesso a parlarne nel corso degli anni. E adesso si ritrova a condividere il set con la figlia in un progetto dove entrambi hanno un peso reale nella storia, non più un semplice passaggio di testimone simbolico davanti alla macchina da presa.

Fonte: TecnoAndroid

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