Vai al contenuto
Offerte

George Lucas apre a Los Angeles il museo dei suoi 40.000 pezzi

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

George Lucas ha speso l’equivalente di circa 850 milioni di euro per trovare una casa definitiva alle sue 40.000 pezzi da collezionee e quella casa ha appena aperto le porte al pubblico a Los Angeles. Si chiama Museo di Arte Narrativa, è nato dalla volontà del regista e di sua moglie Mellody Hobson e raccoglie in un unico spazio una vita intera passata ad accumulare fumetti, opere d’arte e memorabilia. A 82 anni, il creatore della saga di fantascienza più amata di sempre ha deciso che tutto quel materiale doveva essere visto, non conservato in magazzino.

C’è un dettaglio che rende la storia ancora più curiosa. Lucas, da ragazzo, non sognava il cinema ma le corse in pista. Un incidente stradale gli ha cambiato i piani e, volendo crederci, il destino ha fatto il resto. Al posto di un pilota è arrivato un autore che ha consegnato alla cultura popolare franchise come Indiana Jones e naturalmente Star Wars.

Dal capanno nel cortile al museo da 850 milioni

La passione per il collezionismo, però, viene da molto prima dei film. Lucas era un lettore compulsivo già da bambino, con una devozione particolare per il fumetto e per la fantascienza classica. Riviste, albi, libri di ogni tipo: accumulava talmente tanto che suo padre finì per allestirgli una specie di capanno nel cortile di casa, l’unico modo per contenere quella marea di carta. Da lì a una collezione di oltre 40.000 oggetti il passo è stato lungo mezzo secolo, ma la logica non è mai cambiata.

Il museo di Los Angeles raccoglie tutto questo e lo mette in fila davanti al pubblico. Opere d’arte, fumetti e ovviamente oggettistica legata a Star Wars, il genere di materiale che qualsiasi fan sognerebbe di vedere dal vivo almeno una volta. L’apertura ufficiale è arrivata questa settimana, anche se un gruppo ristretto di persone aveva già avuto modo di visitare gli spazi in anteprima.

L’annuncio al Comic-Con e la frase che spiega tutto

L’inaugurazione chiude un cerchio iniziato al Comic-Con del 2025. Per Lucas era la prima apparizione in assoluto alla convention, nonostante l’evento abbia superato i cinquant’anni di storia. E qui viene il bello: invece di parlare di Star Wars, come ci si poteva aspettare, il regista ha riempito la celebre Hall H del centro congressi di San Diego per raccontare la sua collezione e annunciare l’apertura del museo nel 2026.

Le sue parole in quell’occasione spiegano il progetto meglio di qualsiasi comunicato. “Faccio questo da 50 anni, e mi sono chiesto: cosa ne faccio di tutto questo? Perché mi rifiuto di venderlo. Questo museo è una specie di tempio per l’arte popolare”. Nessuna asta, nessuna dispersione tra collezionisti privati, nessun pezzo finito in una teca inaccessibile. La scelta è stata quella opposta, cioè costruire un luogo fisico dove l’intera raccolta potesse restare insieme e diventare visitabile.

Il conto finale, come detto, si aggira attorno agli 850 milioni di euro, una cifra che racconta l’ambizione dell’operazione. Mellody Hobson, moglie del regista, ha firmato il progetto insieme a lui, dando vita a un’istituzione culturale a tutti gli effetti e non a un semplice contenitore di cimeli.

Il Museo di Arte Narrativa di Los Angeles è quindi il punto di arrivo di un percorso che parte da un capanno in giardino e passa per alcune delle pellicole più influenti del Novecento. Le porte sono aperte, e le 40.000 pezzi che Lucas si è rifiutato di vendere sono finalmente lì, a disposizione di chi vuole guardarle.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
70 Condivisioni