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Sicilia, connessioni veloci e nuove opportunità
Il progetto è stato finanziato con 239 milioni di euro, stanziati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestiti tramite Infratel, l’ente pubblico che coordina l’esecuzione del piano. La realizzazione è stata affidata a Open Fiber, azienda che ha costruito l’infrastruttura pur restando questa sotto la proprietà dello Stato. Il risultato è un impianto moderno, paragonabile a quello dei più avanzati contesti urbani europei. Ma ora è diffuso anche nei piccoli centri, dove fino a pochi anni fa la connettività era scarsa o assente.
L’espansione delle reti ultra veloci in Sicilia non si limita però alle sole aree interne. In quanto un’ulteriore spinta arriva dagli investimenti privati. Open Fiber, infatti, ha stanziato 350 milioni di euro per portare la fibra anche nei centri urbani più grandi. A Palermo, Catania e Messina, insieme ad altri tredici capoluoghi di medie dimensioni, sono 928.000 le unità immobiliari già raggiunte dalla rete FTTH. I clienti attivi sono oltre 250.000, segno che la domanda cresce insieme alla disponibilità del servizio.
La transizione digitale dell’isola si arricchisce anche grazie al Piano Italia a 1GB. Ovvero una nuova iniziativa finanziata in parte da OpenFiber con una quota di 100 milioni di euro. In tutta la regione, 312 Comuni saranno collegati alla rete nei prossimi mesi. Per l’amministratore delegato di Open Fiber, Giuseppe Gola, la chiusura del piano BUL rappresenta un traguardo strategico. Non solo perché offre pari opportunità tra città e piccoli centri, ma anche perché apre a nuove prospettive economiche. La connettività veloce infatti può trattenere i giovani, sostenere le imprese e contrastare il lento svuotamento delle aree interne. Il passo successivo sarà incentivare l’adozione della rete. Solo così, sottolinea Gola, sarà possibile trasformare tale infrastruttura in un vero motore di sviluppo per la Sicilia.








