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Tra i volti della trilogia de Il Signore degli Anelli, quello di John Rhys Davies è legato quasi esclusivamente a Gimli, il nano burbero e coraggioso della Compagnia. Eppure l’attore non si è fermato a quel personaggio. Nella saga diretta da Peter Jackson ha interpretato altri due ruoli, uno dei quali passa facilmente inosservato anche agli spettatori più attenti. A pensarci bene, Tolkien ne sarebbe stato fiero, perché la scelta ha una logica precisa.
All’inizio le cose dovevano andare in modo diverso. John Rhys Davies non puntava affatto a Gimli: il ruolo che desiderava davvero era quello di Denethor. La parte però finì a John Noble, mentre a lui venne affidato il nano, conquistato battendo una concorrenza di tutto rispetto come Billy Connolly, Robert Trebor e Timothy Spall. L’attore apprezzò talmente quell’occasione da non avere dubbi. Voleva tornare sul set tutte le volte possibili e lasciare un segno duraturo nella Terra di Mezzo.
Un attore poco appassionato di fantasy
Si dice spesso che Rhys Davies sia stato l’unico a non godersi fino in fondo la permanenza nella Terra di Mezzo. Un dettaglio lo conferma. Fu l’unico membro del cast originale a non farsi il celebre tatuaggio della Compagnia dell’Anello, e al suo posto se lo fece la sua controfigura. Prima delle riprese, del resto, non era un appassionato di letteratura fantastica. Questo però non gli ha impedito di prestare il proprio talento a più personaggi della trilogia, con risultati notevoli.
Oltre a vestire i panni di Gimli, infatti, l’attore ha dato la voce a Barbalbero in Le due torri e ne Il ritorno del re. Il gigantesco Ent, custode della foresta, deve molto al timbro profondo e solenne che Rhys Davies gli ha regalato, tanto che la sua interpretazione vocale viene considerata semplicemente straordinaria. Pochi, guardando quelle scene, collegano la voce dell’albero parlante al nano che combatte accanto ad Aragorn e Legolas.
Il terzo ruolo nascosto in La Compagnia dell’Anello
C’è poi un ruolo ancora più sfuggente. In La Compagnia dell’Anello, primo capitolo uscito il 21 dicembre 2001 con Elijah Wood, Sean Astin e Ian McKellen nel cast e una durata di quasi tre ore, Rhys Davies compare anche nei panni del nano anziano che arriva a Gran Burrone insieme a Gimli. Perché proprio lui? Serviva qualcuno che somigliasse in modo impressionante al nano della Compagnia, e il motivo è piuttosto evidente.
Quel personaggio è infatti Glóin, il padre di Gimli. Nel romanzo originale partecipa anche al Consiglio di Elrond, quindi il suo peso nella storia è maggiore di quanto possa sembrare a prima vista sullo schermo. Affidare padre e figlio allo stesso interprete ha permesso di rendere credibile la parentela senza bisogno di spiegazioni, affidandosi soltanto alla somiglianza tra i due volti.
Il legame tra Rhys Davies e il suo nano non si è esaurito con la fine delle riprese. Parecchi anni dopo l’uscita dei film, l’attore è tornato a doppiare Gimli nel videogioco Return to Moria, pubblicato nel 2023. Per qualcuno che non si era fatto il tatuaggio e che non amava il genere fantasy, il bilancio è sorprendente, visto che è riuscito a sfruttare il suo personaggio fino in fondo.
Fonte: TecnoAndroid








