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Nel 2026 Windows 10 si sta dimostrando più stabile e affidabile di Windows 11, e a confermarlo è un’analisi di tutti gli aggiornamenti distribuiti a partire da gennaio. Il risultato non sorprende più di tanto. Mese dopo mese Microsoft si ritrova a dover pubblicare correzioni per il sistema operativo più recente, perché i pacchetti mensili finiscono spesso per causare danni imprevisti. La domanda diventa quindi inevitabile: quanto è davvero incline agli errori Windows 11, visto il numero di aggiornamenti che introducono sempre nuovi problemi? E come se la cava, al confronto, il suo predecessore?
Un anno di problemi per gli aggiornamenti di Windows 11
Il quadro che emerge per Windows 11 somiglia a una serie di inciampi quasi regolari. L’ultimo episodio riguarda l’aggiornamento di settembre, che ha compromesso l’audio via USB e ha mandato in tilt la funzione Cronologia file. Non si tratta però di un caso isolato ma di uno schema che si ripete ogni mese. Ad agosto sono stati colpiti stampanti e file PDF, a luglio alcuni PC Dell hanno avuto problemi seri, mentre a giugno a finire sotto accusa sono stati l’avvio del sistema e il ripristino di BitLocker. E così via, andando a ritroso fino a gennaio.
I numeri parlano chiaro. Dei nove mesi trascorsi finora quest’anno, ben otto hanno visto comparire almeno un problema importante o una regressione legata agli aggiornamenti. Un ritmo che difficilmente passa inosservato per chi utilizza il computer ogni giorno per lavoro o studio.
Anche Windows 10, va detto, non è stato impeccabile. Un aggiornamento di giugno ha provocato un blocco degli utenti legato a BitLocker, riproponendo una situazione simile a quella già vista a novembre 2025. Nel complesso però il vecchio sistema ha mostrato una stabilità decisamente superiore, con meno crash e meno disastri da gestire.
Perché Windows 10 regge meglio e cosa fare con Windows 11
Una delle ragioni principali della maggiore solidità di Windows 10 è piuttosto semplice. Il sistema non riceve più nuove funzioni. Da quando il supporto ufficiale si è concluso a ottobre 2025, Microsoft si limita a distribuire soltanto aggiornamenti di sicurezza, e solo per chi ha aderito al programma Extended Security Updates (ESU). Con meno modifiche profonde al codice, le probabilità che qualcosa si rompa si riducono in modo sensibile.
Chi è soddisfatto delle funzionalità offerte da Windows 10, non ha alcun interesse per l’intelligenza artificiale di Copilot e mette la stabilità davanti alle novità e agli esperimenti trova quindi nella vecchia piattaforma la scelta più sensata. Per questo tipo di utente le funzioni appariscenti contano poco rispetto a un computer che si accende e funziona senza sorprese.
Diverso il discorso per chi è già passato a Windows 11 e nota instabilità del sistema o altri malfunzionamenti dopo aver installato un aggiornamento. In questi casi la strada migliore è di solito quella di disinstallare il pacchetto problematico e attendere le correzioni successive. Windows 11 dispone inoltre di una funzione chiamata Known Issue Rollback (KIR), pensata per annullare le modifiche difettose che non riguardano la sicurezza senza dover rimuovere l’intero aggiornamento.
Fonte: TecnoAndroid








