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Un sistema di irrigazione sofisticato è stato individuato a Eridu, un sito che risale a circa 7.500 anni fa e che i Sumeri celebravano come la prima città del mondo. La notizia ha un peso particolare perché riguarda un luogo che nella memoria di quell’antico popolo occupava una posizione unica. Non era un insediamento qualsiasi ma il punto da cui, secondo la tradizione, tutto aveva avuto inizio. Trovare proprio lì un’opera idraulica così elaborata significa guardare con occhi diversi un posto che finora è stato raccontato soprattutto attraverso le leggende.
Eridu e il suo posto nella mitologia sumera
Per capire il valore della scoperta bisogna partire da ciò che Eridu rappresentava. Nella mitologia sumera questa città era la dimora dei primi re scesi dal cielo. Si trattava quindi di un luogo sacro e fondativo, l’origine stessa della regalità e del vivere insieme in forma urbana. I Sumeri non la consideravano semplicemente antica. La ritenevano la prima in assoluto, il modello da cui sarebbero nate tutte le altre.
Questa aura quasi divina ha sempre accompagnato il nome di Eridu. Racconti di sovrani celesti e di origini leggendarie hanno finito per mettere in ombra la dimensione più terrena del sito. Ecco perché il ritrovamento di un impianto per la gestione dell’acqua ha un sapore così interessante. Sposta l’attenzione dal cielo alla terra, dal mito alle mani di chi quel luogo lo abitava davvero.
Un impianto idrico che sorprende per la sua complessità
L’aggettivo che accompagna questa scoperta è sofisticato, e non è un dettaglio da poco. Parlare di un sistema di irrigazione elaborato in un sito di 7.500 anni fa vuol dire riconoscere che chi viveva a Eridu possedeva competenze tutt’altro che rudimentali. Portare l’acqua dove serve, in modo regolare e controllato, richiede organizzazione, conoscenza del territorio e una buona dose di ingegno pratico.
C’è poi un aspetto che colpisce ancora di più. Un’opera del genere non nasce per caso né dal lavoro di pochi individui isolati. Presuppone una comunità capace di coordinarsi e di pianificare nel tempo. In altre parole è proprio il tipo di struttura che ci si aspetterebbe da quella che i Sumeri indicavano come la prima vera città. Il racconto mitologico e le tracce materiali, almeno su questo punto, sembrano parlare la stessa lingua.
Quando la leggenda incontra le prove materiali
Il fascino di questa vicenda sta tutto nell’incrocio tra due piani diversi. Da un lato c’è la tradizione sumera, con i suoi re discesi dall’alto e la sua idea di Eridu come culla della civiltà urbana. Dall’altro c’è un’infrastruttura idraulica concreta, costruita e utilizzata da persone reali migliaia di anni fa.
Il sistema di irrigazione riportato alla luce offre dunque un tassello tangibile a un luogo che per molto tempo è stato conosciuto quasi soltanto attraverso le parole dei miti. È la testimonianza di un’abilità tecnica sviluppata in un sito antichissimo, quello stesso sito che i Sumeri avevano scelto come punto di partenza della loro storia e come casa dei primi sovrani venuti dal cielo.
Fonte: TecnoAndroid








