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Google fa un passo avanti nella sicurezza
L’autorizzazione da parte della Food and Drug Administration è arrivata lo scorso febbraio, a seguito di una lunga fase di test. Google ha dichiarato di aver analizzato oltre 100.000 ore di dati per affinare l’algoritmo e ridurre al minimo i falsi allarmi. A supporto, è stato anche pubblicato uno studio scientifico su Nature. La funzione è già operativa per i possessori europei del Pixel Watch3, ma ora anche gli americani potranno beneficiarne. Si tratta di un’evoluzione importantissima per il settore degli smartwatch. Il quale risulta essere sempre più orientato a integrare strumenti per il monitoraggio della salute con le funzioni tradizionali.
Il rilevamento dell’assenza del battito non è sempre attivo in background, ma può essere abilitato tramite le impostazioni del dispositivo. Una volta attivo, il sistema monitora costantemente la frequenza cardiaca e, se necessario, agisce in modo autonomo e tempestivo.
Wear OS 5.1: aggiornamenti a singhiozzo e disagi tra gli utenti
In contemporanea al rilascio della nuova funzione salvavita, Google si trova a dover gestire alcune problematiche relative all’aggiornamento del sistema operativo. Wear OS 5.1, distribuito a partire dal 4 marzo, è arrivato inizialmente sui modelli Pixel Watch 2 e 3 con connettività Wi-Fi. Le versioni LTE e il primo PixelWatch hanno ricevuto l’update a partire dal 18 marzo. Poco dopo però la distribuzione è stata interrotta.
Diversi utenti infatti hanno segnalato problemi gravi. Come ad esempio notifiche in ritardo, sincronizzazione inceppata e bug vari. Google ha quindi deciso di sospendere temporaneamente l’aggiornamento. In risposta, il team di supporto ha comunicato che nelle prossime settimane verrà rilasciata una nuova versione correttiva per chi è rimasto con Wear OS 5. Chi, invece, ha già ricevuto la versione 5.1 con bug, potrà installare la patch di aprile attualmente in distribuzione.
Fonte: TecnoAndroid








