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iCloud+, nuovi limiti alle telecamere HomeKit scovati in iOS 27

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Apple Intelligence potrebbe essere il motivo per cui gli abbonamenti iCloud+ stanno cambiando pelle, e i primi segnali arrivano da dove meno ci si aspetterebbe: la funzione Video sicuro di HomeKit. Tim Cook, del resto, aveva già messo le mani avanti spiegando che alcune funzionalità legate all’intelligenza artificiale di Cupertino non sarebbero state gratuite. Ora la quinta beta di iOS 27 ha portato a galla limitazioni mai comunicate ufficialmente, e il sospetto è che i due fatti siano collegati più di quanto sembri.

Le nuove limitazioni di iCloud+ scovate nella Beta 5 di iOS 27

Il rilascio della nuova beta è recentissimo, ma la caccia alle novità è partita subito, come sempre accade. E tra le tante piccole modifiche ne è emersa una di cui Apple non ha fatto parola. Diversi utenti, dopo l’installazione, hanno notato che il proprio piano iCloud+ mostrava vincoli diversi da quelli dichiarati sulle pagine di supporto ufficiali, proprio in relazione al numero di telecamere collegabili al sistema domotico. Vale la pena ricordare come stanno le cose sulla carta. Il piano base da 50 GB permette di gestire una sola telecamera con Video sicuro, quello da 200 GB arriva fino a cinque, mentre dai 2 TB in su non esiste alcun tetto: quante telecamere si vogliono, senza restrizioni. Almeno, così recita la documentazione a cui gli abbonati fanno riferimento da anni.

Con iOS 27 Beta 5 il quadro si scompiglia. In un caso, uno screenshot mostra il limite di cinque telecamere applicato a un abbonamento da 2 TB, quindi a un piano che teoricamente non dovrebbe averne alcuno. In un altro, il tetto indicato è di 15 telecamere su un abbonamento da 12 TB, il più capiente del listino. Un numero curioso, perché quella soglia non compare in nessuno dei piani iCloud+ attualmente commercializzati.

Bug della beta o anticipazione di un nuovo listino?

Le ipotesi sul tavolo sono due e sono agli antipodi. La prima, la più rassicurante, è che si tratti semplicemente di un errore software: le versioni in prova servono esattamente a questo, a far emergere incongruenze prima che finiscano nelle mani di tutti. Capita spesso che stringhe e valori vengano gestiti male in fase di sviluppo, e questo potrebbe essere uno di quei casi. La seconda ipotesi è più scomoda. Non si può escludere che quelle indicazioni siano una svista voluta, o comunque il primo assaggio di una revisione dei piani che Apple avrebbe già in cantiere. Il ragionamento non è campato in aria: il peso crescente dell’intelligenza artificiale sull’infrastruttura cloud costa, e costa molto, tra elaborazione, archiviazione e banda. Ridefinire i limiti degli abbonamenti, magari introducendo una fascia intermedia che prima non esisteva, sarebbe un modo per rimettere ordine nei conti senza toccare direttamente i prezzi. Oppure toccandoli, ed è proprio questo lo scenario che preoccupa chi paga già il piano più costoso.

Il legame con Apple Intelligence resta un’ipotesi, non una certezza, ma le parole di Tim Cook sul fatto che alcune funzioni saranno a pagamento hanno preparato il terreno. E quando in una beta comparono numeri che non corrispondono a nulla di esistente, la tentazione di leggerci un annuncio anticipato è forte.

Non solo iCloud+: cosa altro porta la nuova beta

Oltre alla questione delle telecamere, la Beta 5 introduce una serie di affinamenti grafici e nuove icone per alcune applicazioni di sistema, nel solco del lavoro di rifinitura che accompagna ogni ciclo di test. Nulla di rivoluzionario, piuttosto quella limatura progressiva che Apple porta avanti fino al rilascio pubblico. Sul fronte degli aggiornamenti paralleli, la casa di Cupertino ha distribuito anche le beta di iOS 26.6.1, iPadOS 26.6.1 e macOS 26.6.2 Tahoe, versioni di manutenzione destinate a chi non ha ancora fatto il salto verso il nuovo ciclo di sistemi operativi.

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