Apple ha finalmente tappato la falla di iCloud+ che permetteva a chiunque di risalire all’indirizzo email reale nascosto dietro la funzione Nascondi la mia email. L’azienda di Cupertino lo ha confermato direttamente, spiegando che la correzione è stata rilasciata all’inizio del mese. Un problema tutt’altro che banale, visto che colpiva proprio uno degli strumenti pensati per proteggere la privacy degli utenti.
Chi ha un abbonamento a iCloud+ o ad Apple One la conosce di sicuro. La funzione serve a generare indirizzi email casuali e univoci, che poi inoltrano in automatico la posta alla casella personale. Comodo, perché consente anche di rispondere direttamente da quegli indirizzi finti, senza mai dover comunicare il proprio contatto reale. In pratica quando ci si iscrive a una newsletter o si compila un modulo online, il vero indirizzo resta al riparo. O almeno, così dovrebbe funzionare.
Cosa combinava il bug di Nascondi la mia email
Il guaio è che esisteva da tempo un bug capace di mandare all’aria tutta questa protezione. Sostanzialmente permetteva a chiunque di ricavare l’indirizzo email vero collegato all’account Apple, rendendo di fatto inutile il velo di anonimato promesso dalla funzione. Una faccenda seria, tanto che la vicenda ha fatto partire anche una proposta di class action contro l’azienda.
La segnalazione arrivava da 404 Media, che ha seguito la storia fin dall’inizio. E la cosa curiosa è che non si tratta di una scoperta recentissima. La vulnerabilità era stata comunicata ad Apple già nel giugno del 2025 dal ricercatore Tyler Murphy. All’epoca c’era stato pure uno scambio in cui l’azienda dichiarava di aver risolto tutto, salvo poi scoprire, grazie alle verifiche dello stesso Murphy, che il problema era ancora lì, bello vivo.
La patch è arrivata il 3 luglio
Adesso però la situazione sembra diversa. Apple ha comunicato di aver distribuito la patch il 3 luglio 2026, una correzione che secondo l’azienda ha chiuso completamente la questione. Considerando i precedenti, la speranza è che questa volta la soluzione sia davvero definitiva e non l’ennesimo annuncio destinato a essere smentito da un nuovo test sul campo.


