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IBM punta ad un nuovo computer quantistico
Il segreto di tale progresso risiede in una nuova architettura hardware e nell’impiego di codici LDPC (Low-Density Parity Check). Tali codici permetteranno di ridurre drasticamente, fino al 90%, il numero di qubit fisici necessari per creare un singolo qubit logico corretto da errore. Tale cambiamento strutturale promette di rendere finalmente scalabile e affidabile il calcolo quantistico. Superando i limiti delle attuali piattaforme sperimentali.
IBM ha deciso di puntare su una strategia “hardware aware“. Quest’ultima riduce la complessità fisica coinvolgendo ogni qubit in un numero ristretto di operazioni di controllo. I dati pubblicati parlano chiaro. Il sistema sarà in grado di mantenere stabili 12 qubit logici per un milione di cicli. Ciò mantenendo un tasso di errore fisico dello 0,1%.
IBM, con tale progetto, non solo mira a realizzare un computer quantistico di nuova generazione. Ma intende anche a guidare una transizione tecnologica trasparente e verificabile. Lo sviluppo sarà costantemente aggiornato, con test intermedi e obiettivi chiari lungo il percorso. Oltre il 2033, l’azienda prevede di costruire un’infrastruttura capace di gestire fino a 1 miliardo di gate logici su 2.000 qubit logici. A quel punto, il calcolo quantistico sarà pronto per l’impiego quotidiano nel mondo industriale. Integrandosi così con i supercomputer tradizionali.










