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Computer e funghi insieme nel futuro? I dettagli emersi dal recente studio
Durante i test di laboratorio, gli scienziati hanno collegato elettrodi e sonde a diverse sezioni dei corpi fruttiferi, rilevando leggere variazioni nella risposta elettrica. Tali differenze, opportunamente calibrate, hanno permesso di ottenere un materiale reattivo e stabile. I dispositivi con i funghi sono riusciti a cambiare stato fino a 5.850 volte al secondo. Mantenendo una precisione del 90% anche dopo due mesi di sperimentazione. Risultati che confermano la possibilità di costruire circuiti affidabili utilizzando elementi biologici.
Il vantaggio più evidente riguarda però la sostenibilità. A differenza dei semiconduttori tradizionali, i funghi sono biodegradabili, non necessitano di terre rare e la loro coltivazione consuma una quantità minima di energia. La loro produzione potrebbe sostituire processi industriali complessi e inquinanti, riducendo l’impatto ambientale.
Oltre a offrire un vantaggio ecologico, tale scoperta apre la strada ai cosiddetti sistemi di calcolo neuromorfico. Ovvero computer ispirati al funzionamento del cervello umano. Se le future ricerche confermeranno i risultati ottenuti, il confine tra biologia e informatica potrebbe assottigliarsi ulteriormente.









