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Hyundai punta a diventare più americana di alcuni dei grandi costruttori nati negli Stati Uniti. A dirlo senza troppi giri di parole è il numero uno del marchio sudcoreano, Jose Muñoz, che lega questa ambizione a una montagna di investimenti diretti oltreoceano. Nel pacchetto rientra anche una cifra di circa 430 milioni di euro destinata agli stabilimenti in Alabama, dove verranno ampliate le linee dedicate a nuovi motori e sistemi ibridi.
Il cambio di passo era già arrivato ad agosto, quando l’azienda aveva annunciato un piano da circa 22 miliardi di euro per rafforzare la produzione locale in Nord America. Il gioiello di questa strategia è la fabbrica HMGMA in Georgia, che entro il 2028 potrebbe arrivare a sfornare tra 700.000 e 800.000 veicoli l’anno. Numeri importanti, che da soli raccontano quanto il gruppo stia scommettendo sul mercato statunitense.
Tucson ibrida e Santa Fe prodotte in Alabama
Intervenendo al recente Auto News Congress, Muñoz ha spiegato che i fondi per l’Alabama, quantificati in “circa mezzo miliardo di dollari”, serviranno ad allargare la produzione di propulsori di nuova generazione e componenti per le motorizzazioni ibride. Nello stesso polo verranno assemblate la Tucson in versione ibrida e la sempre richiesta Santa Fe, due modelli che negli Stati Uniti pesano parecchio sui volumi del marchio.
Il quadro si completa con un piano prodotto decisamente fitto. La casa coreana prevede di lanciare 58 modelli nuovi o aggiornati in Nord America da qui al 2030 e di costruire localmente l’80% delle auto vendute nella regione. È proprio su queste basi che il manager ha affermato che Hyundai sarà “più americana di molti costruttori americani”. Una frase che non passa inosservata, considerando la provenienza del gruppo. Le ambizioni, però, vanno oltre la semplice presenza industriale. Muñoz ha confessato di sperare che fra dieci anni l’azienda venga percepita come parte del cosiddetto sogno americano. “Spero che i consumatori ci riconoscano per l’ottima qualità, l’ottima sicurezza e l’ottima affidabilità, ma spero anche che ci riconoscano come parte del sogno americano”, ha dichiarato. Per un marchio che americano non è, si tratta di un’affermazione piuttosto audace.
Pickup e fuoristrada su telaio a longheroni
Per avvicinarsi alla reputazione di colossi come General Motors e Ford, la casa di Seul avrà bisogno che diversi dei modelli in arrivo trovino davvero il favore del pubblico. Tra questi spicca un pickup di medie dimensioni costruito su telaio a longheroni, atteso entro il 2030. Il bersaglio è chiaro e affollato, visto che dovrà vedersela con Ford Ranger, Toyota Tacoma, Chevrolet Colorado e GMC Canyon.
Non è l’unica novità che bolle in pentola. Sulla stessa piattaforma è in sviluppo anche un SUV dall’anima robusta, ispirato al radicale concept Boulder e pensato per l’uso fuoristrada. Questo modello andrà a sfidare direttamente due icone del segmento come Jeep Wrangler e Ford Bronco.
Fonte: TecnoAndroid








